Mentre Flavio Briatore se la ride per aver scelto il motore giusto per la stagione, piovono le accuse. Il numero uno di Alpine e, ai tempi, Renault fa i conti con provocazioni molto gravi.
La stagione di Formula 1 del 2025 è stata una tragedia per Flavio Briatore, chiamato come consulente in Alpine, un team che deve assolutamente ritrovare fiducia in se stesso. Nato dalle ceneri di Renault che con l’italiano stesso ha conquistato ben 2 titoli mondiali ai tempi di Fernando Alonso e Nelson Piquet Junior, il team azzurro non pare avere la stessa competitività di un tempo.
Un ultimo posto in Classifica dei Costruttori con appena 22 punti, 48 in meno della penultima Sauber – team tra l’altro scomparso a favore dell’ingresso di Audi, per la prima volta nella Formula 1 moderna da partecipante diretta – è un risultato che porta gli stessi proprietari della squadra a chiedersi se sia il caso di proseguire, con questa costosa e poco fruttuosa avventura in Formula 1 che il team intraprende.
La stagione del 2026 pare iniziata con un altro spirito: del resto, il colpaccio di Briatore che si è assicurato i motori Mercedes, sulla carta i migliori del lotto, dà speranza alla squadra almeno di non rimanere incollata all’ultimo posto: “Non sarei mai tornato, senza la possibilità di competere ai massimi livelli”, ha commentato lo stesso autore dell’accordo. Ma per Briatore non è tutto rose e fiori, in questo momento.
Briatore, accuse gravi: “Ci ha traditi”
La decisione di smettere di produrre “in casa” i motori di Formula 1 per Renault e Alpine, il suo team sportivo, ha indispettito non poco la piccola comunità di Viry-Chatillon che basava parte della sua economia sulla presenza dell’impianto che metteva in funzione i propulsori destinati alla massima serie. D’altronde si sa, lo sport è spietato e a quei livelli non c’è spazio per emozioni e sentimenti.

Accuse gravissime a Renault (briatoreflavio Instagram) – www.Sport.Leonardo.it
Resta il fatto che il sindaco del comune transalpino che conta poco più di 30.000 abitanti l’ha presa molto male ed ha lanciato la proverbiale “tirata d’orecchie” a Briatore, che si è assunto tutta la responsabilità della decisione, oltre che alla sua squadra: “Ci hanno preso in giro. Si impegnano su un progetto e poi fanno marcia indietro”, la dichiarazione del primo cittadino Jean Marie Villain in merito. Renault corre ai ripari ed ha annunciato una riunione societaria per il 12, in modo da chiarire la situazione.
Ma la Villain è infuriata ed ha addirittura paragonato la fine del progetto motoristico di Renault in F1 alla cessazione della produzione dei Concorde, gli aerei supersonici francesi dismessi dopo un tragico incidente che portò alla distruzione di un velivolo e la morte di tutte le persone a bordo; conseguenze non così drammatiche attendono l’impianto di Viry-Chatillon ma molte persone potrebbero perdere il lavoro. E non perdonare mai Renault e Briatore, per quello che conta.








