La Juventus è nel periodo più buio della sua storia recente e per Spalletti non ci sono molti rimedi. L’unica via è fare piazza pulita.
La Juventus di Luciano Spalletti sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente, una spirale negativa che sembra non conoscere fine. Il ruolino di marcia delle ultime cinque sfide è lo specchio fedele di un’identità smarrita: quattro sconfitte e un unico pareggio, agguantato per i capelli contro la Lazio grazie a una fiammata d’orgoglio nel finale, che non basta però a nascondere le fragilità di un gruppo privo di anima. La caduta interna contro il Como di Fàbregas ha rappresentato il punto di rottura definitivo, mettendo seriamente a rischio quel quarto posto che oggi appare come un miraggio lontano. Senza la certezza della zona Champions, l’intero castello economico e sportivo costruito per il 2026 rischia di crollare sotto il peso di un fallimento che avrebbe ripercussioni decennali.
In Europa le cose non vanno meglio: lo spettro dell’eliminazione dalla Champions League dopo il pesantissimo 5-2 subito contro il Galatasaray è una ferita aperta che continua a sanguinare. Spalletti, apparso spesso impotente di fronte alla passività dei suoi uomini, è ora chiamato a un compito che va oltre la semplice gestione tattica: una rivoluzione profonda e decisa. La sensazione diffusa, condivisa anche dai vertici societari, è che serva una “piazza pulita” per estirpare la mediocrità che si è annidata alla Continassa. In questo scenario di tempesta, la voce dei grandi ex torna a farsi sentire, invocando soluzioni drastiche per restituire alla Juventus la dignità perduta.
Di Gregorio nell’occhio del ciclone, Tacconi senza freni: “Il club potrebbe cacciarne via tanti”
Presente sugli spalti dello Stadium durante il tracollo contro i lariani, Stefano Tacconi ha analizzato il momento bianconero con una schiettezza chirurgica, priva di diplomazia. L’ex portiere, icona di carattere e personalità, ha puntato il dito senza esitazioni contro l’attuale numero uno: “Di Gregorio? Mi sembra in uno stato di coma. Purtroppo non è neanche colpa sua tutto quello che sta accadendo, però prendere gol a ogni tiro per un portiere è fonte di pensieri”. Parole che pesano come macigni e che descrivono perfettamente lo smarrimento di un portiere che sembra aver perso ogni certezza insieme al resto della retroguardia.

Di Gregorio nell’occhio del ciclone, Tacconi senza freni: “Il club potrebbe cacciarne via tanti” – sport.leonardo.it (foto: profilo X Juventus)
Ma la riflessione di Tacconi è andata ben oltre la critica individuale, abbracciando una visione quasi catartica del possibile fallimento stagionale. Interpellato sul rischio di non qualificarsi per la prossima Champions League, la sua risposta è stata una provocazione amara ma lucida: “Sarei anche contento. A quel punto il club potrebbe cacciarne via talmente tanti dalla squadra, che si libererebbe un po’ di spazio per calciatori di livello. Il tema vero però è un altro: chi li vuole questi?”. Un attacco frontale alla qualità e, soprattutto, alla tempra morale di una squadra definita “senza personalità, senza carattere”. Se la Juventus non ritroverà in fretta il senso di appartenenza, l’unica soluzione resterà quella di azzerare tutto e ricominciare da zero, allontanando quelle facce che non sono più degne del prestigio del club.








