Max Verstappen ne ha avuto abbastanza. L’anno 2026 sarà la svolta della sua carriera in un modo o nell’altro, è scritto.
Vero che l’importante è partecipare, ma per molti atleti, abituati alle vittorie come sono arrivare primi diventa una vera e propria ragione di vita. Questo è vero soprattutto per la Formula 1: a differenza di sport come il calcio, il pareggio non esiste e non ci sono gare di ritorno. Ogni gara è un’occasione irripetibile per avvicinarsi al titolo e non arrivare primi, significa potenzialmente giocarsi il mondiale.
Lo scorso anno Max Verstappen ha toccato per la prima volta con mano dopo 4 anni di successi impensabili la sconfitta e, come è ovvio per un campione di quei livelli, non gli è piaciuto affatto. L’atleta si trova ora in una Red Bull completamente ridisegnata, priva dei suoi pilastri tra cui Helmut Marko, Adrian Newey e Christian Horner, tutti lontani dal team di Milton Keynes per un motivo o per un altro.
Proprio uno tra loro che lo conosce molto bene, Newey, non rinuncia al sogno di portare Max nel suo nuovo team, Aston Martin: “L’unica cosa che conta per Max è vincere”, aveva analizzato l’uomo e geniale progettista dietro i successi di Red Bull secondo cui con una Aston Martin abbastanza veloce non sarebbe impossibile portare Verstappen nella sua direzione. E forse, succederà già il prossimo anno.
Verstappen lascia Red Bull: “Non sarà competitiva”
Chi meglio di un pilota professionista può sapere cosa pensi un collega? Johnny Herbert ha corso tra il 1989 ed il 2000 in Formula 1 portandosi pure a casa tre vittorie e pensa di sapere esattamente cosa passi per la testa di Max Verstappen, adesso che il suo record di invincibilità è crollato davanti ad una squadra meglio organizzata e, allo stesso modo, sotto i colpi di un team pieno di problemi.

Ormai, Max Verstappen è stanco (maxverstappen1 Instagram) – www.Sport.Leonardo.it
Secondo il britannico questa stagione potrebbe vedere un epico divorzio tra Red Bull e Verstappen. Il fatto che la RB22 possa non essere competitiva preoccupa molto i vertici della squadra: ““Non è in F1 per arrivare secondo, ma per andare più veloce di tutti gli altri, chiaramente, perché conosce bene come funziona la squadra. Tutto dipenderà dalla vettura con cui si inizia la stagione”, afferma riguardo la situazione di Max Johnny, confermando di fatto quello che già Newey ha detto.
Questo si traduce in una verità assoluta: se Red Bull non vincerà il titolo quest’anno, per Max arriverà l’ora di fare le valigie e guardarsi altrove: “Bisogna battere avversari del calibro, ad esempio, della Mercedes; se non lo fanno, allora lui cercherà altrove, perché è quello che fanno i piloti. Lui non è lì per arrivare secondo. La sua mentalità è quella di vincere, quando non vince, si arrabbia molto“. Il messaggio è molto chiaro, speriamo che Red Bull lo recepisca.








