Agli Australian Open Sinner messo da parte, in Italia non hanno dubbi è Musetti l’eroe nazionale: la motivazione è incredibile.
Gli Australian Open, infatti, non sono mai un torneo come gli altri. L’inizio della stagione, il caldo estremo, la pressione di un pubblico esigente e la sensazione che ogni match possa indirizzare l’intero anno rendono Melbourne un palcoscenico unico. Qui emergono i campioni veri, ma anche le storie che non ti aspetti. E senza ombra di dubbio, in questa edizione, una delle storie più sorprendenti arriva direttamente dall’Italia, però non porta il nome che tutti immaginavano alla vigilia.
Per settimane si è parlato quasi esclusivamente di Jannik Sinner, del suo status, delle aspettative enormi che accompagnano ogni sua partita e del peso di essere il riferimento assoluto del tennis azzurro. Tutto comprensibile, per carità, però il bello dello sport è proprio questo: quando meno te lo aspetti, qualcuno cambia la narrazione. E Lorenzo Musetti, con il suo tennis elegante e una maturità finalmente evidente, ha deciso di farlo proprio sul cemento australiano.
Lorenzo Musetti eroe nazionale, Melbourne lo incorona
Il carrarino è arrivato a Melbourne con meno clamore mediatico rispetto ad altri, ma con una convinzione diversa, più profonda. Match dopo match ha mostrato solidità, tenuta mentale e una capacità di adattarsi alle condizioni che in passato gli era spesso mancata. Non si è limitato a partecipare, Musetti ha inciso, ha vinto partite pesanti e soprattutto ha dato la sensazione di appartenere definitivamente all’élite del tennis mondiale.
Il passaggio chiave arriva quando, grazie ai risultati ottenuti, Musetti mette insieme punti che valgono oro. I primi 100 conquistati hanno già fatto rumore, ma è con le vittorie successive che il colpo diventa clamoroso. Il successo contro Fritz, infatti, porta in dote altri punti pesantissimi, facendo salire il bottino complessivo a quota 300. Un risultato che non è solo simbolico, però cambia concretamente gli equilibri del ranking.

Musetti sale al terzo posto del ranking ATP (Foto IG @lore_musetti – sport.leonardo.it)
Grazie a questo exploit, Lorenzo Musetti diventa ufficialmente il numero 3 del mondo. Davanti a lui c’è Jannik Sinner, mentre dietro resta Novak Djokovic, uno che per anni ha occupato stabilmente quelle posizioni come se fossero casa sua. Lo scarto tra Musetti e Sinner è ancora ampio, inutile negarlo, però il dato che lascia senza parole è un altro: due italiani nelle prime tre posizioni del ranking mondiale non si erano mai visti. Mai.
Ed è qui che arriva, inevitabile, la botta per Sinner. Non tanto in termini di valore assoluto, che resta intatto, quanto sul piano simbolico e mediatico. Per la prima volta il racconto non ruota esclusivamente attorno a lui. L’eroe nazionale, almeno per ora, è Musetti. I titoli, le discussioni, l’entusiasmo dei tifosi si spostano, anche solo per un attimo, verso Carrara. Ed è una novità che fa rumore, perché cambia le gerarchie emotive del tennis italiano.
Musetti, dal canto suo, continua a mantenere un profilo basso, però in campo parla chiaro. Il suo gioco è più concreto, meno fragile, più adatto anche alle superfici veloci come il cemento australiano. Senza ombra di dubbio, questo Australian Open rappresenta un punto di svolta nella sua carriera, una sorta di certificazione definitiva del suo talento.
Per il tennis italiano, infine, è una notizia straordinaria. Non c’è rivalità interna che tenga, perché avere due giocatori in Top 3 significa vivere un’epoca irripetibile. Sinner resta un punto fermo, Musetti si prende il suo spazio, e il movimento cresce. Però oggi, almeno oggi, l’eroe è Lorenzo. E Melbourne lo ha incoronato.








