Per Sinner gli Australian Open sono una seconda casa e anche quest’anno il cammino sembra indirizzato. Alcaraz deve farsene una ragione: altro record azzurro
Il cemento della Rod Laver Arena continua a parlare una sola lingua, ed è un italiano che risuona forte, chiaro e autoritario. Gli Australian Open 2026 stanno confermando quello che ormai non è più un semplice momento di forma, ma un vero e proprio stato di grazia del nostro tennis, portando tra i migliori otto del torneo i due profili più iconici e ammirati del movimento maschile. Da una parte troviamo un Jannik Sinner che ha approcciato questo Slam con la freddezza chirurgica di chi sa perfettamente di essere l’uomo da battere. Il suo cammino finora è stato una marcia trionfale, culminata nella vittoria nel derby contro un coraggioso Luciano Darderi.
La sua capacità di neutralizzare il servizio avversario e di comandare gli scambi da fondo campo lo proietta alla sfida contro Ben Shelton di oggi con tutti i favori del pronostico, alimentando i sogni di chi lo vede già proiettato verso l’ultimo atto del torneo. Dall’altra parte del tabellone, ha brillato con una luce abbagliante la stella di Lorenzo Musetti. Il carrarino ha messo a segno una delle prestazioni più solide, lucide e convincenti della sua intera carriera, eliminando lo statunitense Taylor Fritz. In un match che molti addetti ai lavori vedevano come un ostacolo quasi insormontabile, Lorenzo ha saputo mescolare l’estetica sublime del suo rovescio a una solidità mentale invidiabile.
Ha disinnescato le bordate di Fritz con variazioni continue, back radenti e una gestione della rete che ha rasentato la perfezione. Per Musetti si tratta della definitiva consacrazione su superfici rapide, la prova provata che il suo talento può brillare non solo sulla terra rossa, ma anche sotto il sole cocente e il ritmo forsennato di Melbourne. La determinazione feroce vista nei suoi occhi dopo l’ultimo punto contro l’americano è il segnale chiaro di un atleta che non si accontenta più del piazzamento di prestigio, ma punta dritto alla gloria eterna.
Monopolio azzurro a Melbourne: un record che fa storia grazie a Musetti e Sinner
Il successo di Sinner e Musetti non deve però essere letto come un episodio isolato, bensì come la conferma di un’egemonia che sta letteralmente riscrivendo i libri di storia del tennis mondiale. Con questo traguardo, l’Italia festeggia l’incredibile primato del quinto Slam consecutivo con almeno due tennisti azzurri approdati ai quarti di finale nel singolare maschile. Si tratta di una striscia di dominio iniziata a Wimbledon 2024 e proseguita senza sosta attraverso l’Australian Open, il Roland Garros e lo US Open del 2025, fino ad arrivare alla conferma odierna. Complessivamente, la storia del tennis ha visto dodici edizioni degli Slam con due italiani tra i migliori otto, ma il dato che lascia sbalorditi è che ben sette di queste si sono concentrate dal 2022 a oggi, segnando un solco invalicabile tra il passato pionieristico e l’epoca d’oro che stiamo vivendo.

Monopolio azzurro a Melbourne: un record che fa storia grazie a Musetti e Sinner – sport.leonardo.it (foto: profilo X Sinner)
Melbourne è diventata ufficialmente la “seconda casa” dei nostri colori: questa è infatti la terza volta che portiamo due giocatori ai quarti in Australia, pareggiando i precedenti del 2022 con Sinner e Berrettini e del 2025 con Sinner e Sonego. Se guardiamo indietro, i fasti del Roland Garros restano i più numerosi con cinque edizioni plurime, partendo dai tempi mitici di Pietrangeli e Merlo nel 1956 fino al magico duo Sinner-Musetti dello scorso anno.
Ma è la continuità attuale a fare la differenza: che si tratti dell’erba di Wimbledon o del cemento di New York, la presenza doppia degli italiani tra i grandi della Terra è diventata una costante quasi scientifica. Mentre Sinner insegue la conferma della sua leadership mondiale e Musetti ha cercato il colpaccio della vita, l’Italia si gode un primato che solo le nazioni leggendarie di questo sport possono vantare, con la consapevolezza che il meglio, forse, deve ancora venire.








