Quando si parla di giovani talenti, si sa, bisogna andarci molto cauti. Esposito sta lasciando il segno, ma il Mondiale è a serio rischio: c’è l’annuncio.
Mentre l’Inter si gode il primato in classifica e una ritrovata solidità tecnica, il nome che continua a infiammare le discussioni dei tifosi e degli addetti ai lavori è quello di Francesco Pio Esposito. Il giovane centravanti di Castellammare di Stabia ha smesso di essere una semplice promessa per diventare una realtà dirompente del calcio italiano, un “pivot” moderno capace di unire una fisicità imponente a una sensibilità tecnica che raramente si riscontra in ragazzi della sua età. Le sue prestazioni recenti, culminate nel pesantissimo gol che ha deciso la sfida contro il Pisa regalando all’Inter un più 5 sul Milan, hanno certificato la sua centralità nel progetto nerazzurro.
Non è più solo il “dodicesimo uomo” o la riserva di lusso di Lautaro Martinez e Marcus Thuram; Pio Esposito è diventato un fattore determinante, un calciatore capace di pulire palloni sporchi, innescare i compagni con sponde millimetriche e, soprattutto, di sentire la porta come pochi altri in Serie A. Questa esplosione non è passata inosservata oltre i confini nazionali. Le sirene della Premier League, con Arsenal e Tottenham in prima fila, hanno iniziato a farsi sentire con insistenza, attratte da quel mix di potenza e visione di gioco che ha brillato anche nelle notti europee, come nel recente confronto contro i “Gunners”.
Tuttavia, la dirigenza nerazzurra ha risposto con fermezza: nonostante un contratto già blindato fino al 2030, Beppe Marotta e Piero Ausilio starebbero già lavorando a un ulteriore adeguamento per estendere il legame. L’obiettivo è proteggere un patrimonio tecnico inestimabile e allontanare ogni possibile tentazione estera con un ingaggio da top player. Per Oaktree, Pio Esposito non è solo un asset finanziario, ma il simbolo di una nuova Inter giovane, affamata e profondamente italiana, pronta a dominare il prossimo decennio. Ma bisogna fare attenzione e non essere troppo affrettati nei giudizi.
Pio Esposito, il monito di Capello: “L’azzurro è un salto importante”
Se a livello di club il percorso di Esposito appare ormai tracciato, è sul fronte della Nazionale maggiore che il dibattito si fa più acceso. Il ragazzo ha già lasciato un segno indelebile nelle categorie giovanili, con un poker storico in Under 21 e il debutto con gol nella Nazionale maggiore avvenuto lo scorso ottobre. Questi traguardi lo hanno reso il candidato naturale per guidare l’attacco azzurro nei prossimi playoff mondiali di marzo, ma c’è chi invita alla prudenza, sottolineando come il salto tra il rendimento nel club e quello in maglia azzurra non sia mai scontato.

Pio Esposito, il monito di Capello: “L’azzurro è un salto importante” – sport.leonardo.it (foto: profilo X Nazionale Italiana)
Tra le voci più autorevoli che hanno voluto analizzare il fenomeno Esposito c’è quella di Fabio Capello, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per tracciare un identikit tecnico e psicologico del centravanti. Capello non ha usato giri di parole, definendo Pio Esposito un giocatore di indubbia qualità, pur evidenziandone alcuni limiti strutturali che andranno smussati per la definitiva consacrazione. Secondo l’ex allenatore di Juventus e Milan, il ragazzo possiede una visione di gioco veramente eccelsa, una capacità di leggere l’azione che lo rende un punto di riferimento per i centrocampisti, ma deve ancora migliorare nella velocità di esecuzione e, soprattutto, nella precisione al tiro quando la palla arriva a terra.
Può sicuramente far parte della Nazionale – ha dichiarato Capello, aggiungendo però un monito che sa di lezione storica: “Ricordiamoci sempre che l’azzurro è un salto molto importante. Ho visto giocatori bravi nel proprio club, come Roberto Mancini, che però poi in Nazionale non ha mai fatto la differenza”. Il paragone con l’attuale tecnico dell’Al-Sadd serve a ricordare che vestire la maglia dell’Italia richiede una tempra e un adattamento diversi rispetto alla quotidianità del campionato. Per Capello, dunque, è giusto esaltare le doti di Esposito, ma occorre aspettare che il giovane nerazzurro dimostri di saper reggere il peso di una nazione intera sulle proprie spalle, evitando di bruciare tappe che richiedono tempo, pazienza e una crescita costante davanti alla porta.








