Formula 1

Mazzata Ferrari, scoppia il putiferio: terremoto in F1

Ferrari Lewis Hamilton
Hamilton, gravi liti (memeasgp Instagram) - www.Sport.Leonardo.it

L’intervista al famoso membro del team Ferrari rivela una shoccante realtà: tra i due, non è Lewis Hamilton a stare dalla parte del torto. 

La concordia e il fatto che tra i membri del team, dall’ultimo dei meccanici al primo dei piloti ultra pagati, si instauri un rapporto di fiducia e di grande intesa sono fattori che influiscono direttamente e massicciamente sul successo di una squadra in F1. Siamo abituati a vedere i piloti correre in pista e sollevare trofei o medaglie, ma dimentichiamo spesso che oltre 100 persone – come minimo – lavorano in grande sintonia per fare si che una monoposto di Formula 1 arrivi alla vittoria.

In Ferrari lo sanno molto bene. Il fatto che non arrivi un titolo da tanti anni, che molti membri della squadra nel corso degli ultimi anni si siano spostati ad altri team e che in generale, lo scorso anno non sempre si sia respirata una buona aria nel paddock della squadra italiana la dice lunga su quanto un rapporto non idilliaco possa influire, sui risultati. Un caso su tutti ha causato un terremoto, un anno fa.

Ci riferiamo ai numerosi episodi in cui team radio abbastanza polemici o con toni accesi tra Lewis Hamilton ed il suo ormai ex ingegnere di pista Riccardo Adami hanno scatenato dubbi e discussioni sul rapporto tra i due. Alla luce del fatto che ormai per Adami c’è stato un cambiamento importante a partire da quest’anno, possiamo pensare che effettivamente, ci fosse qualche problema tra i due.

Colpo di scena, Smedley sta con il compatriota

Chi ha lavorato tanti anni in Ferrari, per esempio nei primi anni 2000 e ai tempi di Felipe Massa e del clamoroso mondiale perso per il Crashgate è Rob Smedley, ora lontano dal team ma ai tempi, uno dei più importanti ingegneri di pista del Paddock. Ebbene, Smedley va controcorrente e scarica il barile proprio sul collega, anziché su Hamilton come – a torto o ragione – hanno fatto molti giornalisti qualificati del settore.

Adami lascia pilota

Ufficiale, arriva lo stop con Riccardo Adami (Fuoripistanet Instagram) – www.Sport.Leonardo.it

 “Ci sono stati chiari segnali del fatto che la frustrazione stava raggiungendo il culmine”, ricorda Smedley parlando della scorsa stagione. Secondo l’ingegnere è stato il fatto che spesso e volentieri Adami abbia mostrato scarsa consapevolezza situazionale riguardo la vettura, a minare il rapporto con Lewis che si potrebbe essere sentito abbandonato. “Quel ragazzo sta guidando a 320 chilometri orari, non è bello sentirsi dire ti faremo sapere”, spiega Rob ai microfoni della stampa.

“La F1 non è un call center! Rispondigli – ad Hamilton n.d.r. – Dai fiducia, fagli capire che sai quello che stai facendo. Altrimenti è come dire ‘Devo andare a chiedere a un adulto’. Sono piccole cose che minano la convinzione e la sicurezza del pilota”, l’analisi di Smedley che al suo posto, avrebbe agito in modo radicalmente diverso.

A schierarsi dalla parte di Lewis, c’era stato anche il famoso pilota Juan Pablo Montoya che, lo scorso anno, sentendo i team radio di Ferrari aveva affermato che non avrebbe accettato un comportamento simile dal suo ingegnere di pista. Due voci autorevoli fuori dal coro, quindi, che sostengono il pilota.

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