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Lutto nel mondo della boxe, se ne è andato il campione d’Europa: lacrime per la leggenda italiana

Lutto nel mondo della boxe, se ne è andato il campione d'Europa
Lutto nel mondo della boxe, se ne è andato il campione d'Europa - Sport.leonardo.it

Il mondo della boxe italiana piange la scomparsa di Tonino Puddu, storico pugile cagliaritano ed ex campione europeo dei pesi leggeri, morto all’età di 81 anni. Con lui se ne va una delle figure più rappresentative del pugilato italiano degli anni Settanta, un atleta che con talento e determinazione riuscì a portare la Sardegna al centro della scena europea della nobile arte.

Puddu aveva scritto la pagina più importante della sua carriera nel 1971, quando conquistò il titolo europeo dei pesi leggeri dopo la sfida con lo spagnolo Miguel Velazquez. La cintura continentale arrivò in un periodo di grande crescita per il pugilato italiano e rappresentò un traguardo storico per lo sport sardo. Quel titolo non fu un successo isolato. Puddu riuscì infatti a difendere la corona europea per circa tre anni, superando sfidanti di valore come i francesi Pierre-Claude Thomias e Jean-Pierre La Jouen, oltre agli italiani Carmelo Coscia ed Enzo Petriglia.

Nel 1973 arrivò anche la grande occasione della carriera: sfida mondiale a Los Angeles contro il messicano Rodolfo Gonzalez. Fu un incontro durissimo e spettacolare, ma alla fine Puddu dovette arrendersi alla decima ripresa, vedendo sfumare il sogno di diventare campione del mondo. Un anno più tardi perse anche il titolo europeo contro lo scozzese Ken Buchanan, chiudendo di fatto il ciclo più brillante della sua carriera. Dopo aver appeso i guantoni al chiodo, Puddu non abbandonò mai il suo sport: rimase nel mondo della boxe come organizzatore di incontri, continuando a promuovere il pugilato e a trasmettere la sua passione alle nuove generazioni.

La sua figura è stata ricordata con affetto da molti protagonisti del pugilato italiano. Tra i messaggi più toccanti quello dell’ex campione Fabrizio Cappai, che sui social lo ha salutato definendolo “campione d’Europa e campione di vita”, un tributo che riassume perfettamente il rispetto guadagnato dentro e fuori dal ring.

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