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Addio ad un campione, l’Italia sportiva piange una vera leggenda

Lutto sport italiano
L'Italia sportiva piange una leggenda - Sport.Leonardo.it

Il mondo dello sport tricolore in lutto per la scomparsa di un personaggio che ha scritto indimenticabili pagine di storia

L’Italia sportiva in lutto. È grande il dispiacere condiviso dall’intero mondo dello sport tricolore per l’addio ad una vera leggenda. Figura carismatica, campione in campo e fuori, oltre cento presenze in Nazionale: il bottino racconta di quattro scudetti ed una coppa dei campioni, ma non è il palmares l’eredità più importante che lascia.

Gabriele “Nane” Vianello se n’è andato all’età di 87 anni, lasciando dietro di sé un vuoto enorme. La notizia della sua scomparsa ha fatto il giro dei palazzi dello sport, scuotendo tifosi, ex compagni, avversari e chiunque ami il basket, perché Vianello non è stato un giocatore qualunque: è stato uno di quegli atleti che con la palla in mano ti facevano capire cosa davvero può essere questo sport.

La carriera di Vianello: l’impresa europea e il ‘caso’ mercato

Nato a Venezia il 6 maggio 1938, Vianello è cresciuto nelle giovanili della Reyer Venezia prima di debuttare in serie A nella stagione 1956‑57. Da lì è iniziato il suo percorso che lo avrebbe portato nell’élite del basket italiano. Dopo una parentesi a Bologna con la Motomorini e uno scudetto con la Pallacanestro Varese nel 1960‑61, approdò all’Olimpia Milano.

Addio a Gabriele Vianello

Il basket piange Gabriele Vianello (Wikipedia.it) – Sport. Leonardo.it

Il trasferimento però fu burrascoso: la Ignis, infatti, non diede il nullaosta e Vianello scelse di restare fermo un anno per poter poi trasferirsi a Milano. I fatti gli hanno dato ragione visto che fu il protagonista dell’indimenticabile vittoria della Coppa dei Campioni del 1966.  Quella edizione europea è entrata nell’immaginario di chi ha amato le Scarpette Rosse. Vianello segnò 40 punti nella gara di ritorno contro il Real Madrid, ribaltando lo svantaggio dell’andata per qualificare Milano alle Final Four di Bologna, e poi aggiunse altri 21 punti nella finale contro lo Slavia Praga.

Con la maglia dell’Olimpia, Vianello ha disputato 117 partite segnando 2.087 punti, con una media che lo colloca tra i migliori marcatori di sempre nella storia del club. Nel suo palmares ci sono quattro scudetti con Milano, oltre allo storico titolo europeo, e un altro tricolore vinto con Varese. Ma la grandezza di “Nane” non si misura solo sui trofei di club. Con la nazionale italiana ha giocato 127 partite, segnando oltre 1.080 punti e partecipando a tre edizioni delle Olimpiadi (Roma 1960, Tokyo 1964 e Città del Messico 1968), oltre a Mondiali ed Europei. Dopo l’esperienza a Milano, nel 1967 tornò a vestire la maglia della Reyer Venezia, dove chiuse la sua carriera nel 1972. Lì, nella sua città, trovò spazio anche per dare qualcosa in più alla pallacanestro veneta, rimanendo legato a un pubblico che lo ha sempre considerato una delle sue bandiere.

Il cordoglio del basket per Vianello

Il cordoglio di tutta la pallacanestro non si è fatto attendere. Dalla Lega Basket alla FIP, passando per i club delle squadre in cui ha giocato, sono arrivate parole di affetto e ricordi di un giocatore che ha inciso profondamente nella storia del basket italiano. Giovanni Petrucci, presidente della FIP, ha espresso la vicinanza alla famiglia e al mondo dello sport, ricordando Vianello non solo per i numeri, ma per l’uomo che era sul parquet e fuori. Un cestista di razza, uno che affrontava le sfide con occhi fermi e mano sicura. Ora se n’è andato e il suo nome rimane inciso nella storia, nelle foto ingiallite di vecchi palazzetti e nei ricordi di chi ha sentito il rumore di un suo tiro andare a segno.

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