Michel Platini è in stato di fermo dalla polizia francese con l’accusa di corruzione: in queste ore l’interrogatorio, presso gli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre dove si trova in queste ore, nell’inchiesta su corruzione aperta dalla Procura nazionale per i reati finanziari (Pnf).

Il reato contestato riguarda l’assegnazione della Coppa del Mondo in Qatar risale al 2010, nel periodo (2007-2015) in cui l’ex campione della Juventus era a capo della Uefa. Oltre a Platini è stata fermata anche Sophie Dion, consigliera allo Sport di Nicolas Sarkozy all’epoca in cui questi era presidente della Repubblica.

Platini, già sospeso dalla Fifa per “violazione del codice etico” fino a ottobre, doveva inizialmente essere ascoltato come testimone ma ora sembra iscritto tra gli indagati.

L’inchiesta relativa ai Mondiali 2022 era partita nel 2016 dalla Procura francese con l’accusa di “corruzione attiva e passiva di persona che non svolge funzione pubblica”. Al centro delle indagini un pranzo svolto una decina di giorni prima dell’assegnazione del torneo al Qatar presso l’Eliseo tra l’allora presidente francese Sarkozy, Sophie Dion, Platini, l’attuale emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani e lo sceicco Hamad bin Jassem, allora primo ministro e ministro degli esteri dell’Emirato. Nel 2010 a Le Monde aveva confessato di aver votato per il paese arabo dicendo: “Sapevo che avrei votato per il Qatar già prima del pranzo, ero andato per riferirlo a Sarkozy. Ho quindi chiamato Blatter per riferirgli di quell’incontro”.

L’indagine potrebbe portare nuovi scandali sul calcio mondiale.