Sempre una gara affascinante, quella dei 10.000m maschili. Bella quella di Zurigo, a strappi, ma certo non noiosa, con decisione affidata solo agli ultimi due giri di pista come capita spesso. Stavolta no. E’ successo di tutto, prima, con volatona finale, poi. Tra due inglesi e un turco (e due africani naturalizzati…). Tempo finale alto, sopra i 28′: alla fine ha trionfato il favorito Mo Farah, britannico, in 28’08”11. Sesto Daniele Meucci, che difendeva il bronzo del 2010 e  l’argento del 2012, ma che a Zurigo punta soprattutto sulla Maratona.

Per il resto, altra giornata in chiaro-scuro per i colori azzurri: da una parte l’ottima sensazione destata da Libania Grenot, in finale nei 400m piani con ampio margine e chance persino di medaglia d’oro; dall’altra, qualche eliminazione precoce laddove si poteva fare un po’ meglio (Galvan sui 400m piani maschili, in semifinale) o decisamente meglio (Derkach, per esempio, nelle qualificazioni del salto triplo femminile). Eliminato Benedetti nelle semifinali degli 800m.

Sui 100m piani donne, trionfo dell’attesa olandese Dafne Schippers in 11”12, in rimonta, al termine di una gara molto bella. Argento alla francese Soumaré in 11”16, bronzo alla britannica Nelson in 11”22.

Il programma di gara

I numeri

Il saluto di Roma alla Nazionale italiana

Tutti i risultati della seconda giornata

Il resoconto della prima giornata

Il forte vento che ha spazzato il cielo di Zurigo ha costretto gli organizzatori a posticipare leggermente l’inizio delle gare, nel programma serale. Per un po’ è stato ipotizzato un ritardo di circa 90 minuti, ridotto poi a 40 (prima gara alle 18.45).

Triplo donne – qualificazioni
Non può bastare il vento contrario superiore al metro, per spiegare il 13,06 ottenuto da Darya Derkach nelle qualificazioni del triplo. L’azzurra non riesce ad esprimere in nessuno dei tre tentativi a disposizione il suo potenziale, finendo ventunesima sulle ventidue iscritte. In testa, ad Olha Saladuha basta un salto da 14,42 per archiviare la questione e prenotare l’oro.

400m uomini – semifinale
Matteo Galvan lascia sulla seconda corsia della pista del Letzigrund le speranze di entrare nei magnifici otto europei. Il vicentino è sesto nella sua semifinale, in 46.32, tempo che non può lasciar spazio alla fantasia, oltre ad essere piuttosto distante anche dallo stagionale di 45.58 (realizzato agli Assoluti di Rovereto). Purtroppo è un esame senza appello, e i progressi evidenziati alla fine di luglio finiscono per dissolversi nell’occasione più importante della stagione. Il britannico Hudson-Smith guida l’elenco dei finalisti con 45.30; l’ultimo tempo di ripescaggio è 45.47, ma passa per ammissione diretta anche il tedesco Gaba, 46.01. Galvan è diciassettesimo nel turno.

400m donne – semifinale
Libania Grenot conquista la finale dei 400 metri con una prova che lascia ben sperare per l’esito del turno decisivo. Il sui 51.47 vale il secondo posto sia nella semifinale, sia nella lista delle promosse, alle spalle dell’ucraina Olha Zemlyak (51.24). L’azzurra corre molto bene: ottimo avvio, e transito ai 200 metri in netto vantaggio; la situazione non cambia nella seconda curva, con l’italiana davanti, inseguita dall’ucraina. Nel rettilineo conclusivo, la Zemlyak ricuce lo svantaggio, ma la Grenot dà la sensazione di essere in pieno controllo, e di non spingere fino in fondo per evitare il sorpasso, vista la qualificazione ormai ottenuta. Bravissima. Dopodomani, giorno di Ferragosto, alle 19.10, il confronto decisivo. Niente da fare per Chiara Bazzoni, apparsa spenta in questo secondo turno. Partenza molto accorta, e finale con un pizzico di difficoltà, fino al 53.50 conclusivo, lontano dal 52.19 della batteria. Ma il suo traguardo, la toscana, l’aveva già raggiunto. Ora, la staffetta.

400hs uomini
Non c’è spazio per Leonardo Capotosti nella finale del giro di pista con barriere. L’approdo all’ultimo turno era in effetti una chimera per il ternano (a conti fatti, sarebbe stato necessario correre in 49.16), bravo comunque ad avvicinare ancora il suo primato personale. Il 50.21 (quinto posto nella prima delle tre semifinali) dista appena 4 centesimi dallo stagionale, e quindici dal personale, anche se tiene l’azzurro ancora al di sopra del muro dei 50 secondi, mai abbattauto in carriera. L’estone Rasmus Magi è il più veloce del turno – e finora della rassegna in questa specialità – con un 48.54 che è anche la miglior prestazione europea dell’anno e il record nazionale. Nella sua semifinale in tre vanno al di sotto dei 49 secondi (il russo Chalyy, 48.69, e il tedesco Franz, 48.96), altro dato da segnalare.

IN MATTINATA -

Alto uomini
Due azzurri nella finale dell’alto. La qualificazione promuove Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi, che volano nel turno per le medaglie al termine di una prova difficile, condizionata dalla pioggia a tratti battente. Fassinotti ce la fa superando l’asticella a 2,23 (al secondo tentativo), l’ultima resasi necessaria per concludere il turno. Sull’altra pedana, Tamberi non riesce a valicare la stessa altezza, ma finisce per guadagnare il passaggio del turno grazie al percorso immacolato fino a 2,19. Alla fine, sono 14 i promossi alla finale, in programma il giorno di Ferragosto. Tra le superstar, Bondarenko lo fa con un solo salto in tutta la gara, a quota 2,23, mentre Ukhov sceglie di confrontarsi anche con le misure precedenti (tutte superate alla prima).

20km Marcia maschile - 

La volata di Miguel Angel Lopez opposto ai russi Aleksandr Ivanov e Denis Strelkov e all’Ucraino Rusland Dmytrenko è lunga diversi giri, uno spalla a spalla a quattro che tiene con il fiato sospeso sino all’ultimo metro. Il ritmo è molto alto e ognuno dei quattro atleti è reale pretendente per l’oro. Ivanov prova a scrollarsi di dosso Angel Lopez per diverse volte con lo spagnolo che risponde colpo su colpo, respingendo al mittente gli attacchi dell’iridato di Mosca. Alla fine è proprio Angel Lopez a tagliare per primo il traguardo in 1h19:44 davanti a Aleksandr Ivanov (1h19:45) e Denis Strelkov (1h19:46) che supera al fotofinish Rusland Dmytrenko, all’arrivo con lo stesso crono. I primi quattro stanno tutti in un fazzoletto di due secondi. Giorgio Rubino dopo aver provato ad agganciare il tedesco Cristopher Linke ed Alvaro Martin viene superato da Andriy Kovenko. Il finanziere difende però l’ottavo posto. conclude in 1h22:07 diventando il primo finalista dell’Europeo Azzurro.