Prima giornata di Europei in chiaroscuro per l’Italia: da una parte, soprattutto, l’infortunio (pesante) di Greco già nel riscaldamento pre-qualificazione del salto triplo; dall’altra, quattro azzurri qualificati per le Finali, con ottima impressione da parte della 19enne vicentina Del Buono, nei 1500m.

Assegnati i primi due titoli: nel peso maschile, come da pronostico, vince il tedesco Storl, con 21,41m ottenuti subito, al primo lancio; argento a sorpresa allo spagnolo Vivas (20,86), bronzo al polacco Majewski (20,83). Delusione di giornata, il russo Lesnoy, 10°. Qua il risultato completo.

Sui 10.000m donne, gara soporifera fino agli 8.000m, poi fuochi artificiali, accesi dalle francesi Calvin e Traby, alla fine argento e bronzo, perché l’ultimo giro e mezzo è stato irresistibile da parte della britannica Jo Pavey, oro a 40 anni e da mamma. Qua il risultato completo. 

Il programma di gara

Il programma della prima giornata e gli azzurri impegnati

I numeri

Il saluto di Roma alla Nazionale italiana

Tutti i risultati di giornata

Ricapitolando, in chiave italiana: qualificazioni dirette alla finale per Federica Del Buono nei 1500 metri (4:10.47), Yuri Floriani nei 3000 siepi (8:33.05), Fabrizio Donato (16,64 vento +0.4) e Fabrizio Schembri (16,52 -0.6) nel salto triplo. Passaggio del turno dalle batterie alle semifinali per l’ostacolista Marzia Caravelli (con un probante 12,98, vento -1.1), le centiste Audrey Alloh (11.44, v. -0.4) e Irene Siragusa (11.47, v. +0.8), il quattrocentista Matteo Galvan (46.64), l’ostacolista Leonardo Capotosti (50.45). Tutti eliminati gli altri azzurri in gara: Magnani (1500), Nasti (3000st), Valentini (400), Re (400), Malavisi (asta), Bruni (asta). La giornata italiana è però caratterizzata dal grave infortunio occorso a Daniele Greco: per lui, secondo quanto dichiarato dal medico federale Mauro Guicciardi, si tratta della rottura del tendine d’Achille sinistro.

Salto triplo uomini
Due azzurri in finale (Fabrizio Donato e Fabrizio Schembri), ma l’apertura è purtroppo dedicata al tezo italiano in gara, Daniele Greco, fermatosi fin dal riscaldamento. Il pugliese finisce a terra al termine della rincorsa, dolorante. Soccorso dai sanitari, gli verrà diagnosticata (secondo quanto riportato dal medico federale, Mauro Guicciardi) la rottura del tendine d’Achille sinistro. Verrà operato nel giro di pochi giorni, con ogni probabilità a Pavia, dal professor Benazzo. In campo, Fabrzio Donato, dopo un nullo nel primo tentativo, atterra a 16,64 (+0.4), un centimetro al di sotto della misura di qualificazione. Quanto basta per scegliere di non effettuare il terzo tentativo, virtualmente certo dell’accesso alla finale. Fabrizio Schembri è dodicesimo, ultimo dei qualificati, con 16,52 (-0.6); è la stessa misura del tredicesimo, il britannico Reid, ma l’azzurro passa per il secondo miglior risultato, 16,47. In testa, atterra a 16,97 il russo Lyukman Adams, che precede il francese Compaoré (16,83) e il portoghese Evora (16,82). Appuntamento per la finale a giovedì sera (ore 20.10).

100hs
L’acuto tecnico di giornata, qualificazioni dirette alle finali a parte, è di Marzia Caravelli, che corre in 12.98 la batteria dei 100hs, primo -13 di stagione nonostante la discreta quantità di vento in faccia (-1.1). Discreto l’avvio della friulana, che però, come di consueto, dà il meglio di sé con il passare delle barriere, quando riesce a distendere le sue lunghe leve. La precedono la belga Zagré (12.86) e la tedesca Roleder (12.91), ma il terzo posto vuol dire semifinale, con il nono tempo complessivo.

100m donne

Supera il turno direttamente anche Audrey Alloh. L’11.44 (-0.4) messo a segno dalla fiorentina vale il quarto posto nella quarta batteria (vittoria alla francese Myriam Soumaré, con un eccellente 11.03, miglior prestazione europea dell’anno eguagliata) e la promozione alla semifinale di domani pomeriggio. Dopo essersi mossa bene allo sparo, Alloh accelera correttamente ed è brava a vincere il duello a distanza con la greca Kokloni, superata per due contesimi (in palio, l’ultimo posto per il passaggio del round). A livello statistico, il crono dell’azzurra è a soli due centesimi dal personale, l’11.42 ottenuto a Gavardo nel maggio di quest’anno. E’ brava anche Irene Siragusa, che approda alle semifinali correndo in 11.47 nella quinta batteria (quinto posto, vento +0.8) a quattro centesimi dal suo fresco personale (11.47 a Rovereto): consueta prova esplosiva (0.140 di reazione!) e bel lanciato, indicativo sia in chiave 200 metri sia per la staffetta. Nelle batterie, da segnalare anche l’11.10 (-0.4) realizzato dall’olandese Dafne Schippers, altra favorita, con la Soumaré, per l’oro continentale.

1500 metri donne
Il talento di Federica Del Buono scintilla sulla pista di Zurigo. La vicentina guadagna con autorità ed intelligenza tattica la finale dei 1500 metri, piazzandosi al terzo posto nella batteria in 4:10.47. Vince la Hassan (4:09.55), una delle favorite per l’oro, ma l’azzurra dà spettacolo, correndo i primi due giri al coperto (passaggio agli 800 in 2:18.35), e risalendo verso la testa tra i 900 ed i 1100 metri, con la determinazione che sta ormai diventando la sua caratteristica peculiare. L’ultimo giro è in pieno controllo, e solo negli ultimi metri la polacca Plis va a scavalcarla, inserendosi al secondo posto. La finale dell’italiana è guadagnata con l’accesso diretto (passavano le prime quattro): a 19 anni e mezzo, la promozione ha un sapore particolare. Finisce subito, al contrario, l’Europeo di Margherita Magnani: la cesenate è decima, immediatamente eliminata. La sua è però una prova sfortunata: corre molto bene la prima parte di gara, seguendo dalle parti della testa i ritmi ipertattici (2:22.63 agli 800) impostati dalla serba Terzic. Ai 1100 metri, però, poco dopo la campana dell’ultimo giro, finisce imbottigliata, e nella bagarre, incespica, rischiando di cadere. A quel punto, resta poco da fare, ed arriva l’eliminazione, con 4:17.19.