Sono Ibra, so già di essere il migliore, non mi serve quel premio“. Quando distribuivano la modestia Zlatan Ibrahimovic era in bagno: il vocabolo “umiltà” non è compreso nel suo vocabolario e come Fonzie la parola “scusa” proprio non gli esce, neanche a costo di grossi sacrifici. Così commenta un’altra stagione in cui a contendersi il Pallone d’Oro saranno con ogni probabilità Cristiano Ronaldo, Messi e Ribery, con l’ex di Juve, Inter e Milan ancora a secco.

Il campione che ha contribuito a portare il Paris Saint Germain agli ottavi di finali della Champions segnando il primo gol del 2-1 (altra rete segnata da Cavani) contro la Olympiacos si consola così, con una buona dose di arroganza che utilizza da scudo per la delusione della mancata qualificazione al Mondiale con la Svezia. Non a caso, dopo gli spareggi persi col Portogallo e la conseguente mancata qualificazione per Brasile 2014 ha commentato : “I mondiali non sono niente senza di me“.

E dire che qualche giorno prima lo stesso Zlatan durante un’intervista concessa ad un’emittente televisiva scandinava alla vigilia dello spareggio mondiale contro il Portogallo, alla domanda del giornalista: “Ce la farà la Svezia a qualificarsi ai Mondiali nonostante l’uno a zero subito all’andata?” aveva risposto così: “Solo Dio lo sa…. e ce l’hai davanti!”.