L’attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic, in Italia, ha fatto la fortuna di Milan, Inter e Juventus. Ma è soprattutto il periodo in cui vinse e giocò in bianconero che viene ricordato come l’inizio dell’epopea di Ibracadabra.

Ibrahimovic arrivò alla Juventus nell’estate 2004: per portarlo a Torino, la dirigenza della Vecchia Signora sborsò qualcosa come 16 milioni di euro all’Ajax.

Nel primo anno in bianconero Ibra diventa subito decisivo per la conquista dello Scudetto numero 28 della Juventus, il titolo che in un secondo momento verrà revocato per il coinvolgimento del club bianconero nello scandalo Calciopoli del 2006.

L’esordio fu subito con il botto: Brescia-Juventus 0-3, Ibra in gol. Poi doppiette alla Fiorentina, tripletta al Lecce ma anche primi scossoni d’intemperanza, come quando rifilò un pestone a Cordoba e la testata a Mihajlovic in Juventus-Inter 0-1 del 20 aprile 2005. In totale, però, 35 presenze e 16 gol.

Seconda annata meno brillante, con soli 10 gol e ultima gara in bianconero in quel 14 maggio del 2006 contro la Reggina sul neutro di Bari, giorno del famoso “mi avete rubato l’anima” di Luciano Moggi.

Scoppia Calciopoli e Ibrahimovic, il 10 agosto 2006, passa all’Inter per 24,8 milioni di euro, l’unica società che presentò un’offerta ufficiale per lo svedese. Anni dopo, infatti, sarà Alessio Secco, all’epoca dei fatti direttore sportivo della Juventus, a rivelarlo.