Zlatan Ibrahimovic è nato a Malmoe il 3 ottobre 1981. Figlio di Šefik Ibrahimović (bosniaco) e Jurka Gravić (croata), immigrati dalla allora Jugoslavia, cresce in uno dei quartieri più disagiati della città svedese, Rosengård.

Da giovanissimo pratica taekwondo, conseguendo la cintura nera. La attività di questo sport gli ritornerà utile sul rettangolo verde.

E’ infatti anche (e forse soprattutto) grazie al taekwondo che Zlatan riesce ad essere particolarmente incisivo nel gioco acrobatico. Alto 1 metro e 91, pesante 95 chilogrammi, Ibra riesce ad avere una agilità fuori dal comune nonostante la notevole mole.

Ma torniamo indietro. Zlatan Ibrahimovic entra a far parte del settore giovanile dell’FBK Balkan. Qui si fa subito notare, e non per niente viene aggregato alle squadre formate dai ragazzi del ’79, di due anni più grandi.

Entra nella leggenda una gara tra Balkan e Vellinge. Gli avversari vincono 4-0 quando il mister decide di far entrare Zlatan. Risultato finale? 8-5 e tutti i gol realizzati da Ibra.

Con queste premesse, è naturale che la squadra più importante della zona, il Malmoe, lo acquisti. Quattro anni di settore giovanile, poi l’esordio in prima squadra.

Ibra fa l’esordio in una squadra allo sbando, che non riuscirà a salvarsi, retrocedendo nella serie B svedese. Qui Ibra conquista il posto da titolare trascinando il Malmoe di nuovo in massima serie (Allsvenskan).

Nel 2001 la prima doppietta in Allsvenskan, a fine campionato l’inserimento tra i migliori 100 giovani del mondo, classifica stilata dallo spagnolo Don Balón.

In quello stesso anno passa all’Ajax, che per lui spende 7,8 milioni di euro: Zlatan Ibrahimovic diviene così il calciatore più costoso della storia dei lancieri.

Con L’Ajax, Zlatan gioca 106 partite in totale, segnando 46 gol. Conquista due campionati olandesi (2001-2002 e 2003-2004), una coppa d’Olanda (2001-2002) e una Supercoppa d’Olanda (2002).
Con l’Ajax esordisce in Europa: Europa League, Champions League poi.

Il prezzo del cartellino cresce, arrampicandosi fino ai 16 milioni di euro spesi dalla Juventus nell’estate del 2004. L’avventura con la Juventus dura due stagioni, conclusi con due scudetti revocati e la retrocessione in ufficio dei bianconeri in serie cadetta inseguti al cosiddettos candalo Calciopoli.

Ibra fa così le valigie e approda all’Inter, pagato 24,8 milioni di euro. I nerazzurri vivono una stagione piuttosto lunga di successi: Ibra resterà in nerazzurro dal 2006 al 2009. E’ allenato in due campionati da Roberto Mancini, nella terza da José Mourinho. Il risultato non cambierà: tre scudetti in tre tornei, conditi dal titolo di capocannoniere (25 reti) ottenuto nel 2008-2009.

Altro giro, altra corsa. Ibra ha fame di gol e di esperienze. Saluta tutti ed approda al Barcellona.Solo ua stagione in blaugrana.Il tempo di conquistare Liga, Supercoppa di Spagna, Supercoppa UEFA e Mondiale per Club.

Nonostante tutto, la stagione non è brillantissima. Zlatan Ibrahimovic non si integra benissimo negli schemi di Guardiola e il Barcellona se ne disfa cedendolo al Milan: prestito con diritto di riscatto fissato a 24,9 milioni di euro.

Nel 2010 ritorna dunque a Milano, stavolta sponda rossonera. Due stagioni a livello personale straordinarie. Nella prima stagione conquista scudetto e supercoppa italiana, nella seconda canta e porta la croce, unico spuntone a cui una squadra poco più che mediocre si aggrappa.

Al termine della stagione 2011-2012, 28 gol in campionato, 35 totali, Ibra si laurea di nuovo capocannoniere. E’ il primo calciatore a vincere il titolo con due maglie diverse (Inter e, appunto, Milan).Risultato eguagliato da Luca Toni, ma Zlatan resta l’unico straniero ad aver compiuto l’impresa.

Nel 2012 la cessione al Psg, che versa 21 milioni di euro al Milan (calciatore che all’epoca fu il più pagato della storia dle club). Lo svedese firma untriennale a cifre mostruose: 14 milioni di euro a stagione.

In Francia vince 3 campionati, 3 supercoppe di Francia, 2 coppa di lega francese, 1 coppa di Francia, portando il totale dei titoli vinti a 27.

Ibrahimovic in patria detiene un record: ha vinto per ben 9 volte il pallone d’oro svedese. Mai nessuno come lui.

Di Zlatan Ibrahimovic non si contano le polemiche. Da quella con Sacchi (“Sembra geloso. Sta parlando troppo”) a quella con la povera giornalista di Sky, Vera Spadini, rimproverata al termine di un Milan-Lecce con un inequivocabile “Cazzo guardi?”. Passando per il finimondo scoppiato in Francia quando, dopo una partita in cui il suo Psg subì dei torti arbitrali, urlò negli spogliatoi di trovarsi in un paese di merda. E chi più ne ha, più ne metta.

Zlatan Ibrahimovic è sposato con la svedese Helena Seger, di 11 anni più grande. La coppia ha due figli, Maximilian e Vincent.

Le sue frasi simobolo:

“L’Inter era divisa in gruppetti, argentini di qua, brasiliani di la’. Li odiai fin da subito. Mi rivolsi a Moratti parlando chiaro: “Dobbiamo rompere questi dannati clan. Non possiamo vincere se lo spogliatoio non è unito”.

“Giornalisti? Voi parlate io gioco”.

Il suo Barcellona ha qualcosa che non va e Zlatan trova il colpevole: “Colpa di Guardiola. E’ come aver comprato una Ferrari e guidarla come una Fiat”.

E ancora: “Guardiola? Non sono un violento. Ma fossi in lui un po’ di paura ce l’avrei”.

Sempre ai tempi del Barcellona, qualcuno mise in mezzo la voce che fosse alle prese con una love story con Gerard Piqué: “Vieni a casa mia, ti faccio vedere quanto sono gay. Porta pure tua sorella”, la risposta ad un giornalista.

Conferenza stampa con la nazionale svedese: “Ibra, cos’è quel taglio sul viso?”, risposta: “Chiedilo a tua moglie”

La Svezia non riesce a qualificarsi per il Mondiale: “Un Mondiale senza di me è poca cosa. Non c’è davvero nulla da guardare”.

“Nel 2000 Wenger mi offrì un provino all’Arsenal. Ma Zlatan non fa provini”.