Una vita da allenatore con la valigia in mano,  con un unico grande amore, quello per la Roma. Carlo Mazzone ha da sempre legato il suo nome ai colori giallo e rosso, il vivaio, l’esordio in serie A, la panchina da tecnico, tra il 1993 e i 1996. Quando parla della Roma, anche adesso che è fuori dal calcio, gli si illuminano gli occhi, il battito del cuore aumenta, le sensazioni diventano parole. In esclusiva a Leonardo.it Sor Carletto ha voluto commentare a 360 gradi il difficile momento di Totti e compagni,  lontani 9 punti dalla Lazio e dalla zona Champions, e da qualche giorno con una nuova guida tecnica, Aurelio Andreazzoli: “Credo che esonerare Zeman sia stata una follia. Posso provare a capire il pensiero della società, i risultati non sono arrivati,  qualcosa evidentemente non andava dal punto di vista del gioco, ma avrebbero dovuto aspettare maggio per tirare le somme. La stagione è ancora lunga, ci sono tante partite da giocare, non si può giudicare un allenatore, con un progetto nuovo, dopo solo sei mesi. La Roma ha cambiato tanto, ha investito su dei giovani con grandi qualità, bisogna dar loro il tempo di crescere. Zeman ha pagato qualche infortunio di troppo e le esigenze di una piazza che vuole tornare subito al vertice“.

La Roma ha scelto di cambiare, non si identificava più nell’idea di gioco del boemo: “Zeman lo conoscono tutti, ha sempre giocato in quel modo, non può essere una sorpresa il suo gioco offensivo. E’ non credo sia un allenatore adatto per lavorare solo con i giovani o che il suo calcio sia anacronistico, come ho letto da qualche parte. Cosa penso di Andreazzoli? E’ un tecnico giovane, nuovo, che non conosco. Credo però che nel calcio l’esperienza debba essere considerata un pregio, non un difetto“. Uno dei motivi della rottura tra Zeman e la Roma va cercato nel difficile rapporto tra il boemo e Daniele De Rossi: “Non so cosa sia successo, considero De Rossi un giocatore fantastico e un uomo intelligente. E’ imprescindibile per qualsiasi squadra, è impensabile vederlo lontano da Roma, lui e Totti sono presente e futuro“.

Mazzone difende Zeman, dunque, così come la scelta di un altro allenatore, Pep Guardiola (che ha avuto da giocatore a Brescia),  di sposare il progetto Bayern Monaco, invece che accettare le offerte milionarie che sono arrivate da Chelsea e Manchester City: “Prima di essere un grande tecnico Guardiola è un grande uomo.  Per lui i soldi non sono mai stati al primo posto.  Farà bene in Germania, poi verrà in Italia ad allenare. Ne sono certo”.