Mi perdoni, Zdenek Zeman, se non mi fido più di lei. Arriva accolto da svolazzi e cotillons, solitamente se ne va tra risatine e insulti. Almeno nelle grandi piazze. Ora riparte da Cagliari, che grande piazza è stata un po’ di tempo fa. E che, tutto sommato, gradirebbe rientrare nell’elite del football con il nuovo presidente Tommaso Giulini, amico di Massimo Moratti. Perciò, signor Zeman, non mi stupisco delle sue parole alla presentazione di oggi come nuovo tecnico dei sardi: “Farò divertire” e, tutto sommato, un po’ è anche lei che si fa prendere in giro. Farà divertire i tifosi rossoblù o gli avversari?

E’ chiaro che la sua filosofia resta sempre la stessa. Per niente addolcita dalla saggezza dell’età. Anzi. Sempre più estremista, lo sarà pure sull’isola. Dove, magari, è più facile provare a ricostruire Zemanlandia. Con i giovani: AstoriIbarbo non sono incedibili. Più invecchio, più mi piace stare sul campo con i ragazzi giovani”. Neanche questo è sbagliato, se solo quei difensori non stessero così alti, se solo il fuorigioco non lo facesse a centrocampo.

“Avevo raggiunto l’accordo con il Bologna, ma la situazione societaria mi ha spaventato”. Sarebbe ripartito dalla serie B. Così, invece, è di nuovo serie A. “A Cagliari c’è la nuova proprietà, c’è entusiasmo. E’ una buona scelta anche per me”. Vero: i giovani e l’entusiasmo possono fare la differenza. Magari come a Foggia con Baiano, Rambaudi e Signori. Anche se “nella rosa verranno inserite pedine di valore”.

Magari un certo Sau potrebbe emulare quei tre: “Lo conosco e l’ho allenato, ma nessuno ha il posto garantito”. Forse non ci sarà un leader, Cossu: “E’ un po’ avanti con gli anni, vedremo che motivazioni avrà”. Resterà invece Daniele Conti: “E’ il leader dello spogliatoio. Qualche espulsione, però, potrebbe risparmiarsela”. Con la difesa alta, i cartellini rossi fioccano. Stia attento mister Zeman: ora sono tutti con lei, ma le pernacchie sono dietro l’angolo.

Sentitamente.