Zeman al Lugano. Il nuovo allenatore del club svizzero, neopromosso nella massima serie, ha rilasciato la prima intervista dopo l’accordo con gli elevtici. E sono arrivate nuove bastonate per il calcio italiano, colpevole di volere Zdenek gratis.

Zeman al Lugano

Sì, proprio così. Ecco quanto racconta a tal proposito il tecnico boemo, 68 anni, in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: “Il Pescara mi voleva. Ma gratis. A Sebastiani avevo dato la mia parola e per me la parola vale quanto una firma, lui fino a martedì mi ha ripetuto ‘sei il nuovo tecnico’. Poi ha iniziato a tessere le lodi di Oddo, quindi non si è fatto più sentire, infine si è presentato con una proposta indecente. Ma non à la Demi Moore. A lei offrono tanti soldi, a me niente. Comn la scusa che i tifosi non mi volevano, ma io ho avuto informazioni opposte”.

Il Pescara non è stato l’unico club a chiedere a Zeman di lavorare gratis. “Evidentemente il calcio italiano va così. A dicembre un discorso del genere mi è stato fatto dal Cagliari. In cambio della continuazione del rapporto volevano che rinunciassi allo stipendio, io non ho accettato”.

Zeman illustra le difficoltà incontrate in Sardegna: “Ho avuto calciatori che non conoscevo, su altri non avevo dato l’ok. Ho abbandonato perché i calciatori non mi seguivano e sono tornato perché credevo che la situazione fosse cambiata, ma quando contro l’Empoli hovisto che i giocatori facevano ancora di testa loro ho capito che era ora di dimettersi. Poi il Cagliari ha ricominciato a far punti, ma se nelle ultime 7 la penultima fa più punti della seconda qualcosa non mi torna”.

Zeman ha dichiarato di aver ricevuto, oltre a quella del Pescara, altre quattro proposte. “Ma ho scelto il Lugano. Qui non esiste che un club possa iniziare il campionato con il pericolo che a un certo punto fallisca (chiaro il riferimento al Parma, ndr)”.

Zeman potrebbe incontrare Guardiola, uno dei suoi più grandi estimatori. “Accetterò il suo invito a vedere come si allena il Bayern Monaco, ricambierò. Sperando di fargli vedere del buon calcio”.