Intervenuto in diretta a Radio Sportiva, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ne ha approfittato per uno dei suoi tradizionali bombardamenti a tappeto su Lega Calcio e politica economica del mondo del pallone. D’altra parte, a pochi giorni dall’approvazione delle nuove norme in merito alla spartizione dei diritti televisivi, l’occasione era più che propizia per uno dei consueti comizi:

“Le nuove linee guida sui diritti televisivi? Così le chiamate voi, io le chiamo furto organizzato. Ma tanto ormai siamo abituati a farci prendere in giro dalle grandi. Pensate che Galliani, insieme a Giraudo, una volta ha cercato di far passare in Lega una modifica per la quale in Champions League potessero andare solo i detentori della carta d’oro, cioè soltanto loro. E stavolta si sono inventati questa buffonata della meritocrazia negli ultimi cinquant’anni. È una porcheria”.

La norma a cui Zamparini fa riferimento è quella che prevede la spartizione del 10% dell’ammontare totale sulla base dei risultati storici a partire dalla stagione 1946/57. In base al contratto triennale entrato in vigore con la presente stagione, l’importo totale da dividere per il 2012-2013 è pari a 966 milioni di euro (+100 milioni rispetto all’anno scorso): il 40% verrà suddiviso in parti uguali; il 30% in base al bacino d’utente (25% per la tifoseria e 5% per il numero di abitanti del Comune di riferimento); il 30% in base ai risultati (5% per i risultati dell’ultima stagione, 15% per i risultati dell’ultimo quinquennio, 10% per i risultati storici).

Numeri alla mano, la Juventus riceverebbe circa 100 milioni di euro a stagione (nel 2011-2012 erano 89), contro i 90 di Inter e Milan (78), i 65 di Roma e Napoli (59), i 50 della Lazio (48), i 45 della Fiorentina (41) e i 40 di Palermo (39) e Udinese (37). Insomma, l’unico a non averci guadagnato è proprio Zamparini (d’altra parte, i rosanero sono rimasti lontani dalla A per trent’anni): chissà, forse è questo il motivo autentico del suo livore.