L’aria dei bassifondi – il suo Palermo è in piena zona retrocessione – non si sta rivelando particolarmente salutare per Maurizio Zamparini (foto by InfoPhoto), peraltro mai distintosi per coerenza e diplomazia. Il patron del Palermo, intervenuto alla “Zanzara” di Cruciani su Radio 24, è infatti partito all’attacco frontale di Maurizio Beretta, rieletto alla presidenza della Lega Calcio giusto una settimana fa.

La Lega è diventata un gruppo di 20 deficienti. Beretta è la fotografia dell’Italia, un presidente della Lega che fa il doppio lavoro. È una persona inefficiente, immobile, non riesco a capire che soddisfazione gli dia stare lì, probabilmente la visibilità. Ma la colpa non è sua, bensì dei presidenti, così come la causa dello sfascio dell’Italia sono gli italiani”.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, dal momento che dei freestyle anti-sistema di Zamparini sono piene le cronache; il problema, in questo caso, è che Beretta l’ha votato pure lui, tramite il suo amministratore delegato Pietro Lo Monaco, che peraltro è stato anche scelto nel consiglio di Lega. Zamparini ha poi proseguito a mitragliare nel gruppo, centrando i seguenti obiettivi: Lotito (“è come Monti, un faccendiere che porta al disastro”), Berlusconi (“è solo un grande attore, un mondo passato”), Kakà (“un giocatore finito che non porta voti”), Carraro (“alla sua età dovrebbe pensare a mangiare salame con me in Friuli, non a fare politica”). Tutto fa brodo, purché si parli poco di una squadra smantellata e costretta a lottare per salvarsi, e ancora meno di che fine abbiano fatto quei 43 milioni di euro incassati un anno e mezzo fa dalla cessione di Pastore.