L’appuntamento è in un albergo di Milano, a circa un anno di distanza dalla prima chiacchierata avuta a Miami. Allora era campione degli Stati Uniti, in ascesa di consensi e popolarità. Ora Santino Marella continua ad essere uno dei più amati intrattenitori del wrestling americano, anche se gli infortuni lo hanno costretto ad uno stop forzato. Eppure il lavoro non manca all’atleta dal doppio passaporto italo canadese. Nel nostro paese, complici le sue origini, torna sempre volentieri come la scorsa settimana quando ha girato il Paese per promuovere il tour europeo Wwe che toccherà il 25 e 26 aprile Bologna e Trieste e, ovviamente, Wrestlemania, che si disputerà il 7 aprile nel New Jersey. Santino ne ha approfittato per alcuni appuntamenti istituzionali e di forte impatto come la campagna anti bullismo promossa dalla federazione di Stamford e raccontata in una scuola romana. Il giorno prima del suo compleanno e il giorno stesso in cui è stato nominato il nuovo Papa. Esperienze che segneranno per sempre Santino e il suo rapporto, già molto stretto, con l’Italia.

Quali sono le tue condizioni fisiche, ti rivedremo lottare a Wrestlemania?

“Due mesi fa ho avuto un infortunio al collo che non mi permetteva di muovermi in alcun modo. Dopo aver visto tutti gli esami a cui mi sono sottoposto mi sono reso conto, insieme ai dottori, di quali fossero i problemi. Il fatto di aver subito per oltre 15 anni prese proprio nella zona del collo non mi ha aiutato. Per fortuna abbiamo trovato una soluzione, ora va molto meglio e penso di poter tornare a lottare nei prossimi shows. Anche se non credo di essere inserito in qualche storyline per la notte di Wrestlemania, quindi cercherò di far parte dell’evento in altri modi, come ad esempio qualche segmento nel backstage oppure presenze agli eventi di contorno come l’Axxess”.

Sei tornato in Italia il giorno prima del tuo compleanno e il giorno in cui hanno eletto il nuovo Papa. A proposito, che cosa hai provato?

“E’ stato meraviglioso! Perché proprio in quel momento stavo giocando a poker con lui e ad un tratto, sentendo la gente che lo chiamava gli ho detto “Vai fuori perché ti stanno cercando! (ride). Scherzi a parte è stato emozionante. Stavo cenando, verso le 19, e ho sentito tutte le campane romane suonare. Mi sono chiesto il motivo, poi ho capito che era stato eletto il Papa. Emozionante”.

Cosa ne pensi di questa edizione di Wrestlemania? Cominciamo da Undertaker e CM Punk. Sarà lui che riuscirà a rompere la streak del becchino?

Sai, loro fanno parte di due scuole di pensiero molto diverse. Taker è un ragazzo della vecchia scuola che in alcune occasioni passa la torcia ad atleti più giovani di lui. La streak di Wrestlemania è qualcosa di significativo per tutti gli appassionati e lui ci tiene molto. Ci sarebbe da aprire un dibattito su questo, non resta che aspettare e vedere quello che succederà. Questa edizione sarà molto particolare per me, perché la vivrò maggiormente come fan e sarà fantastico!”.

Undertaker è stato ai box molto tempo, come l’hai trovato al rientro?

“E’ stato via diversi mesi e fuori dagli schermi televisivi, ma penso che non abbia mai smesso di allenarsi. Questa non è una bella notizia per CM Punk!”.

Parlaci degli altri due main events, Brock Lesnar contro Triple e John Cena vs The Rock.

“Saranno due match strepitosi. Tutti sanno che Brock Lesnar è una bestia, un animale da palcoscenico. Triple H gli è quasi alla pari a livello fisico e nonostante la posizione dirigenziale che ricopre in Wwe continua ad allenarsi con passione, tanto che gli vedo i muscoli uscire dal collo sempre di più! Gli ho anche detto, scherzando, che gli abiti che indossa gli stanno sempre più stretti. Più passa il tempo e più si trova in difficoltà nella scelta di cosa indossare (ride). Tra Cena e Rocky sarà un match adrenalinico in cui conterà molto l’aspetto fisico e un mix di forza ed esplosività. The Rock è una star e nonostante non frequenti il nostro spogliatoio è gentile e disponibile con tutti. Cena lo conosciamo, è un grande intrattenitore. Sarà uno scontro tra titani”.

Te l’aspettavi l’ingresso di Bruno Sammartino nella Hall Of Fame?

“Certo! A dire il vero ero sorpreso dal fatto che Bruno non fosse ancora nell’arca della gloria. E’ grandioso sia per lui che per la sua famiglia avere un riconoscimento di questo tipo. E’ sempre stato critico nei confronti del wrestling business in questi ultimi anni perché gli mancava l’atmosfera e lo stile della sua epoca, in cui è stato campione e mito indiscusso. E’ stato certamente un eroe per molte persone e la sua assenza nella Hall Of Fame non avrebbe avuto più senso”.

Sei anni fa ci fu il tuo debutto in Wwe. Cosa pensi di questi anni e come immagini il tuo futuro?

“E’ incredibile perché molte cose sono accadute in sei anni, ma la maggior parte delle volte è come se fosse ieri. La gente mi fa notare l’esordio in Italia e altri episodi che avevo quasi dimenticato. Come ad esempio oggi, di nuovo a Milano. A volte mi stupisco di quanto tempo sia passato, soprattutto quando vedo in giro le mie t-shirt, action figures o videogames che mi rappresentano. Accumulo tutto, vittorie e sconfitte, titoli vinti e persi, con un pizzico di nostalgia ma senza rammarico. Alla scadenza del mio prossimo contratto avrò 42 anni e solo in quel momento deciderò cosa fare, perché devo vedere quale sarà la mia condizione fisica. Nel caso non mi sentissi più in grado di lottare avrò la possibilità di rimanere all’interno della compagnia svolgendo altri ruoli. Mi piacerebbe commentare gli shows o aiutare i giovani lottatori”.

Qual è il tuo performer preferito in Wwe?

“Attualmente mi piace molto Antonio Cesaro. Adoro il suo stile di lotta, è tecnico, furbo e molto forte. Anche lo Shield è molto interessante perché sono tre ragazzi che si stanno evolvendo alla grande. Credo che mettere insieme nuovi ragazzi, come è stato fatto per le stable del recente passato, sia una buona cosa. Poi da questo gruppo alcuni si distinguono rispetto agli altri per migliori capacità sul ring o al microfono. E da quel momento inizia l’ascesa. E’ capitato ad alcuni del Nexus e capiterà anche a loro”.

A Roma hai incontrato i bambini di alcune scuole per parlare del bullismo. La Wwe sta facendo molte campagne per affrontare il problema, come ti sei trovato?

“E’ stato molto bello perché i ragazzi erano incuriositi e ascoltavano ciò che avevo da dire. Alcuni mi hanno fatto domande a cui è stato difficile dare una risposta, mi chiedevano come comportarsi con i genitori avendo subito atti di bullismo da parte di altri, oppure come fare per fermare la violenza. Avremmo dovuto avere uno psicologo per rispondere a certi quesiti, comunque ho parlato della mia esperienza e della mia infanzia visto che anch’io sono stato vittima di bullismo”.

A proposito della tua infanzia: seguivi la Wwe? Quali sono i tuoi ricordi di quel periodo?

“Seguivo il wrestling, certo. Ogni sabato, dopo i cartoni animati. Mi trovavo con i miei amici e guardavamo uno show chiamato Saturday Night Main Event che aspettavamo con ansia perché pareva un ppv del giorno d’oggi. Ospitava match memorabili costruiti dopo lunghe faide e storyline. Adoravo Hulk Hogan: ogni volta che c’era il cattivo di turno arrivava lui a fargliela pagare!”.

Uno dei grandi personaggi nati negli anni Novanta è stato Paul Bearer, manager di Undertaker, scomparso recentemente..

“Oh… Hai ragione. E’ sempre stato uno dei più amati e imitati di sempre. Quando l’ho incontrato la prima volta ho subito notato la sua gentilezza e l’amore per il business. Per circa tre anni Paul mi diceva sempre quello che a lui piaceva di me e in più mi dava parecchi consigli su come poter migliorare. Anche se ultimamente non era molto presente in TV era considerato uno di noi. In particolare dai tanti che mi hanno sempre parlato bene di lui e di quanto fosse una persona meravigliosa”.