Novak Djokovic, n1 del mondo e del tabellone, vince per la terza volta a Wimbledon, seconda consecutiva, imponendosi in quasi tre ore di gioco su Roger Federer, alla decima finale ai Championships, per 7-6, 6-7, 6-4, 6-3 dominando di fatto il match a parte un passaggio a vuoto sul finire del secondo parziale quando non ha trasformato, tra decimo gioco e tie-break, ben sette set point. Per il serbo, è il nono titolo Slam.

PARTITA

Due tie-break nei primi due parziali, un Federer brillante, ma non come contro Murray. Merito principalmente di Djokovic, ingiocabile o quasi: una macchina da fondo campo, micidiale al servizio, chirurgico nel trovare tantissimi colpi sulla riga o qualche centimetro prima. Roger si impegna al massimo, ma la verità è che il serbo avrebbe potuto vincere anche in tre set, visto che nel secondo parziale, come detto, ha avuto a disposizione sette set point, di cui tre consecutivi sul 6-3 del tie-break, non sfruttati anche per qualche errore di troppo. Lì tutti i tifosi dello svizzero hanno pensato che forse la partita potesse cambiare, non è stato così. Ultimi due set in carrozzo o quasi, per il serbo.

NUMERI

Era la 40esima sfida tra Djokovic e Federer, seconda rivalità nella storia dell’era open dietro solo a Djokovic-Nadal con 44 puntate. Ora il bilancio è in parità (20-20), ma è evidente che, vista la differenza di età, l’inerzia è tutta dalla parte del 28enne serbo. Restano dunque 17 i titoli Slam del campione svizzero (7 a Wimbledon): come lui nessun altro. Però ormai va per i 34 (li compirà il prossimo 6 agosto) e in questa edizione del torneo londinese ha giocato bene come non faceva da un bel po’, mantenendo percentuali al servizio pazzesche: prima della sfida con Djokovic aveva ceduto il turno di battuta solo una volta nei quarti contro Simon. Il tempo passa, non potrà sempre trovare due settimane di forma così smagliante e chissà se nel suo “giardino” avrà un’altra occasione fra un anno.