Un po’ più fallosa del previsto. Con il ‘tarlo’ del Grande Slam che forse si è insinuato fin troppo nella sua mente, anche se ormai sembra più che possibile. Ma pur sempre dominante. Serena Williams soffre, a tratti; poi per lunghi momenti, invece, si ‘mangia’ l’avversaria, torna a tremare nel finale di partita, ma alla fine batte in due set Garbine Muguruza, spagnola d’origine venezuelana, e vince per la sesta volta il torneo di Wimbledon, imponendosi 6-4, 6-4, con sette doppi falli, dieci ace, numerosi errori e tanti colpi vincenti. Muguruza degnissima avversaria e futura campionessa annunciata. Ha giocato alla grande, almeno secondo le sue possibilità attuali. Soprattutto, senza timore reverenziale.

FINALE COMBATTUTA

Prima finale Slam in carriera per la spagnola, e ottima impressione: Muguruza strappa subito il servizio a una Serena Williams più nervosa del solito, dimostra di non aver paura di niente e di nessuno, va avanti 4-2 nel primo set, poi subisce la valanga dell’americana che travolge tutto e tutti: nove giochi a uno, 6-4, 5-1. Finita? Macché. Come a inizio partita, l’americana va in tilt, chiede aiuto al cielo, si dispera, sbaglia, rimonta, serve due volte per il match e cede due volte il servizio (il primo a zero), non trasforma un match point facendo rientrare Garbine fino al 5-4. Poi, sul servizio della spagnola, sale 0-40 e chiude al secondo match point: 6-4, 6-4, e trionfo. Al momento Serena è la detentrice di tutte le quattro prove major, avendo vinto quest’anno a Melbourne, Parigi e Londra e nel 2014 agli US Open. Trionfando anche a New York a settembre, potrà mettere a segno il primo Grande Slam nella storia del tennis femminile dal 1988. Ci riuscì Steffi Graf. Ma manca ancora una perla. Intanto, i trionfi nei tornei nei tornei Major, con quello odierno, sono 21, a -1 da Steffi Graf.