Una protagonista era attesa, anche se ha avuto un cammino difficile, e tiene vivo il sogno Grande Slam; l’altra meno, pur essendo considerata  un bel talento, da sempre. Saranno Serena Williams e Garbine Muguruza a contendersi sabato il trofeo di Wimbledon 2015. Per la statunitense sarà l’ottava finale nel major londinese (cinque vittorie e due ko, con Venus e Maria Sharapova); per la spagnola la prima in assoluto in uno Slam. Nel bilancio dei precedenti Serena è avanti 2-1, ma Garbine ha dimostrato di poterle dare parecchio fastidio. E poi non sembra soffrire affatto di timori reverenziali. All’Australian Open 2015 ha vinto l’americana in rimonta, in tre set; ma nel Roland Garros 2014 Muguruza buttò fuori dal torneo Serena Williams al secondo turno.

CONTINUA IL SOGNO DI GARBINE

Prima finale a Wimbledon e top10 assicurata: male che vada, lunedì sarà numero 9. In semifinale la spagnola, 20esima testa di serie, ha battuto per 6-2, 3-6, 6-3, in un’ora e 56 minuti di gioco, la polacca Agnieszka Radwanska, 13esima testa di serie, finalista sui prati di Church Road nel 2012. La 21enne di origini venezuelane, tennis potente basato su servizio e diritto estremamente incisivo, ha dimostrato di avere carattere. E’ entrata in campo senza troppi timori, e si è in tutta scioltezza trovata avanti di un set ed in vantaggio per 3-1 nel secondo. A questo punto probabilmente intravedere un traguardo così prestigioso le ha tolto tranquillità spingendola ad allontanarsi da quello schema servizio/diritto lungolinea che le riesce così bene. La Radwanska ne ha approfittato infilando sei giochi di fina e iniziando il set decisivo con un break di vantaggio. A questo punto è arrivata la reazione di Garbine che si è concretizzata in un contro-break immediato: la spagnola ha ritrovato la calma e, nel sesto game, ha strappato la battuta alla polacca per poi chiudere 6-3 dopo qualche sofferenza ulteriore. Dopo 19 anni dunque una spagnola di nuovo in finale all’All England Club (l’ultima era stata Arantxa Sanchez Vicario nel 1996, stoppata da Steffi Graf). Prossimo obiettivo per Garbine eguagliare Conchita Martinez, trionfatrice nel 1994 ( “In questi giorni mi sta dando tanti consigli“). Per Farlo la Muguruza dovrà battere la più forte di tutte (e forse di tutti i tempi), Serena Williams: nel bilancio dei confronti diretti con l’americana è sotto per 1-2. I soli quattro giochi concessi a Serena a Parigi 2014, però, qualcosa vogliono dire ….

SERENA E LA SCARAMANZIA

Povera Maria Sharapova. Da lunedì tornerà a essere la numero due del ranking mondiale – seppure ad una distanza abissale di punti dalla numero uno – ma l’unica cosa che è riuscita ad ottenere contro Serena nella semifinale persa per 6-2, 6-4, in un’ora e 18 minuti di gioco, è stata quella di rendere solo un po’ meno severo il punteggio. La russa ha cominciato commettendo ben tre doppi falli nel primo game ed ha passato tutto il match ad inseguire la sua avversaria prima di perderci per la 18esima volta in venti confronti (non batte l’americana dal Master Wta del 2004), la 17esima consecutiva. Delle sette precedenti finali a Wimbledon, Serena ha vinto quelle del 2002, 2003, 2009, 2010 e 2012 mentre ha perso quella del 2004 (dalla Sharapova) e quella del 2008 (da Venus).