Alla vigilia dei Championships 2014 si era detto: difficile prevede il vincitore del torneo. E in effetti è così. Dopo Nadal, ecco la testa di serie n.3, ma soprattutto campione uscente, che abbandona Wimbledon: Andy Murray, irriconoscibile e sconfitto 6-1, 7-6, 6-2 in maniera netta e assolutamente meritata dal bulgaro Grigor Dimitrov, da oggi entrato ufficialmente nella dimensione del campione, dopo il recente trionfo al Queen’s!

TUTTI I RISULTATI DI WIMBLEDON

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CHI E’ KYRGIOS – Trentassette ace e più di 40 servizi vincenti per abbattere Rafael Nadal, due volte vincitore a Wimbledon, sono un ottimo biglietto dal visita. Come il rovescio incrociato e un buon dritto. Kyrgios ha una storia da raccontare, perché viene dal “paese degli immigrati”, ovvero l’Australia, ma con origini greche. E dalla Grecia ne sono arrivati tanti da immigrati, per trasferirsi a Melbourne in cerca di lavoro. Quella greca è una comunità storica da quelle parti, integrata nel tessuto sociale di uno dei paesi in cui la globalizzazione la puoi toccare con mano ad ogni angolo. Se vai a Lygon Street trovi quella italiana, se ti addentri nel CBD (Central Business District), ecco il quartiere cinese. Chinatown sbuca come d’incanto con i suoi vicoletti angusti. Per non parlare dei pakistani, thailandesi, ecc. L’Australia è la nazione degli immigrati: la sua storia comincia nel 1788, quando il capitano Arthur Phillip prese possesso della colonia del Nuovo Galles. Era il 26 gennaio e ogni anno, in quel giorno, si festeggia l’Australia Day, una festa multirazziale unica nel suo genere.

EROE - Il nuovo eroe aussie della racchetta, capace di mettere ko Nadal nel tempio inviolabile del tennis, il Centre Court di Wimbledon, ha 19 anni e si chiama Nick Kyrgios, appunto, un perticone alto più di un metro e novanta, che spara ace in serie. E’ nato a Canberra, ma il padre Giorgos è greco e si è trasferito in Australia nel 1957. I media australiani si sono gettati a capofitto sulle sua storie. Frutto della globalizzazione, certo. Un tornado, Nick. Con Nadal Kyrgios ha perso un solo servizio, nel secondo set, e soprattutto ha accorciato terribilmente gli scambi, non consentendo allo spagnolo di mettere in pratica il suo gioco classico. Al grande Gianni Clerici, Kyrgios ricorda il primo Sampras, nonostante il serve&volley dell’americano sia stato ben diverso dall’attuale servizio&dritto dell’australiano, magari anche per l’origine greca che accomuna entrambi. A noi sembra più una copia di Goran Ivanisevic ed ecco i corsi e ricorsi storici che ritornano. Magari non vincerà Wimbledon quest’anno, ma sembra effettivamente un predestinato. Soprattutto per gli ampi margini di miglioramento. A tennis non si vince solo con il servizio altrimenti Karlovic sarebbe n.1 del mondo da anni, ma certo aiuta. Se ci si aggiunge poi tutto il resto.

 

RISULTATI ITALIANI:

Primo turno
Edouard Roger Vasselin (FRA) b. Filippo Volandri (ITA) 76 (1) 62 64
(16) Fabio Fognini (ITA) b Alex Kuzentsov (USA)  26 16 64 61 9-7
Leonardo Mayer (ARG) ) b. (25) Andreas Seppi (ITA) 63 26 46 76 (5) 64

(4) Roger Federer (SUI) b. Paolo Lorenzi (ITA) 61 61 63

(LL) Simone Bolelli (ITA) b. Tatsuma Ito (JPN) 75 (76 (3) 36 76 (5)

Secondo turno
(16) Fabio Fognini (ITA) b. (q) Tim Puetz (GER) 26 64 76 (6) …
(LL) Simone Bolelli (ITA) b. (22) Philipp Kohlschreiber (GER) 46 64 63 26 75

Terzo turno
(20) Kevin Anderson (SAF) b. (16) Fabio Fognini (ITA) 46 64 26 62 61
(10) Kei Nishikori (JPN) b. (LL) Simone Bolelli (ITA) c. 36 63 46 76(4) 64

RISULTATI ITALIANE:

Primo turno
Camila Giorgi (ITA) b. Alexandra Cadantu (ROU) 61 76 (5)
Donna Vekic (CRO) b. (21) Roberta Vinci (ITA) 64 46 64
(11) Ana Ivanovic (SRB) b. Francesca Schiavone (ITA) 76 (5) 64
Karolina Pliskova (CZE) b. Karin Knapp (ITA) 67 (4) 64 10-8
Caroline Garcia (FRA) b. (14) Sara Errani (ITA) 26 76 (3) 75
(12) Flavia Pennetta (ITA) b. Jana Cepelova (CZE) 62 63

Secondo turno
Alison Riske (USA) b. Camila Giorgi (ITA) 75 62
Lauren Davis (USA) b. (12) Flavia Pennetta (ITA) 64 76 (4)