LONDRA - La sconfitta di Roger Federer (nella foto InfoPhoto), che chiude ufficialmente un’era del tennis contemporaneo, è la degna conclusione di una giornata irripetibile e che resterà nella storia dei Championships. Anzi, sarà meglio segnarla sul calendario: trattasi di mercoledì 26 giugno 2013! Segnatevi anche il verbo che la descrive meglio, “cadere”, il più utilizzato durante il black day di Wimbledon 2013. Con la sconfitta per mano di Sergyi Stakhovsky, che chiama e chiamerà paralleli con quella patita da Pete Sampras nel 2002 con Georg Bastl, lo svizzero interrompe la striscia di 36 quarti di finale consecutivi che ha segnato gli ultimi dieci anni di tennis mondiale. L’ucraino, autore di una prestazione assolutamente straordinaria, perché si è dimostrato solido da fondo campo, ma soprattutto ha praticato un serve&volley che non si vedeva da anni sull’erba, anche con la seconda di servizio, ha vinto con il punteggio di 6-7(5), 7-6(5), 7-5. 7-6(5). E con pieno merito!

Ed è caduta anche la russa Maria Sharapova, vincitrice qui nell’ormai lontano 2004. Caduta prima letteralmente, sull’erba scivolosa del Court 2, poi sotto i colpi della portoghese Michelle Larcher de Brito, classe 1993, che l’ha battuta per 6-3, 6-4, rispondendo botta su botta e grugnito contro grugnito alle iniziative della bella “Masha”. E non è finita.

Mai nell’era open (e probabilmente nell’intera storia del tennis, ma neppure l’ITF è stata in grado di chiarirlo) in una sola giornata di un torneo dello Slam si erano registrati tanti ritiri: Azarenka e Shvedova nel tabellone femminile, Darcis, Isner, Stepanek, Tsonga e Cilic nel maschile. Ben 7 ritiri che diventano 8 contando anche quello di Tomic nel doppio. Roba da guinness dei primati che, ovviamente, sta creando non pochi grattacapi agli organizzatori dello Slam più prestigioso del mondo: sotto accusa, ovviamente, l’erba. Non a caso Sarah Hames, portavoce ufficiale dell’All England Club, si è affrettata a emettere un comunicato negando che la causa dei tanti ritiri sia la storica erba dei court del complesso di Church Road.
Non ci sono stati cambiamenti nella preparazione dei campi – si legge nella nota - e per quanto ne sappiamo i campi sono tutti in ottime condizioni. Semplicemente sono più secchi rispetto allo scorso anno perché non piove e fa meno freddo, quindi c’è anche meno umidità. Nonostante i tanti ritiri, solo uno è imputabile effettivamente a una scivolata sull’erba”. Il riferimento è alla Azarenka, caduta durante il match di primo turno contro la Koehler.

Avanza invece a grandi passi l’Italia: Pennetta, Giorgi e Knapp si sono qualificate per il terzo turno, mentre oggi, giovedì 27 giugno, scenderanno in campo, per il secondo turno, Seppi e Vinci.