Da solo, in un settore ospiti vuoto, a sostenere una squadra retrocessa in serie B. E’ la storia di William Gelsumino, unico supporter del Pescara al Luigi Ferraris di Genova, per la sfida contro il Genoa. Oltre 600 chilometri di viaggio, spinto dalla passione per il calcio e per il Pescara, che va al di là dei risultati sul campo. “Quest’anno ho saltato solo quattro trasferte“- confessa in esclusiva a Leonardo.it -”La più bella è stata senza dubbio quella dello Juventus Stadium, ma anche quella di Marassi la ricorderò a lungo”. Collaboratore di fantagazzetta.com, per il quale diffonde il marchio “I Campioncini di Fantagazzetta.com” negli stadi ed ai singoli calciatori, William racconta ancora emozionato la sua atipica domenica: “E’ da gennaio che preparavo la trasferta, ho cercato compagni di viaggio fino all’ultimo ma nessuno mi ha voluto seguire, soprattutto ora che la squadra va così male. Poco importa ho deciso di partire da solo, credendo di trovare qualche tifoso del Pescara del nord Italia, puoi immaginare la mia sorpresa quando sono entrato nel settore ospiti. Non c’era nessuno, ero l’unico!“.

Ad accoglierlo nessun insulto o coro di sfottò: “Ho ricevuto solo applausi e complimenti, i tifosi genoani sono stati meravigliosi con me. Una delegazione dei “Figgi do Zena”è venuta a salutarmi e a regalarmi una sciarpa. Mi vengono ancora i brividi a pensarci. A fine partita altri tifosi rossoblù mi hanno aspettato fuori, per parlare con me e bere una birra insieme“.

Paradossalmente nessun giocatore o membro dello staff del Pescara è andato a salutarlo: “E‘ un peccato, forse erano tutti delusi per l’aritmetica retrocessione. Il Genoa invece mi ha regalato una maglia e un gagliardetto, Immobile è venuto a salutarmi nel riscaldamento e Portanova al termine della partita ha voluto parlare con me, per complimentarsi“.

La sua impresa ha fatto il giro d’Europa, ma William non si aspettava tutto questo eco mediatico: “Andare in trasferta a sostenere la propria squadra del cuore è una cosa meravigliosa, non sono il primo e non sarò l’ultimo. Certo, l’accoglienza che ho ricevuto è stata splendida ma credo che debba essere nella norma. Mi piace il confronto con gente di altre città, mi piace sapere come la pensano. Perché ci dovrebbe essere dell’odio?“.

La sua esperienza ha ripulito l’immagino di un calcio, quello italiano, spesso macchiato dalla violenza di alcuni tifosi beceri, come successo recentemente ad Ascoli, con il ritrovamento di croci piantate sul campo di allenamento e il macabro avvertimento “E’ finita la pazienza, o salvezza o violenza”:  “Mi considero un tifoso obiettivo, mi piace il sano tifo che significa anche applaudire l’avversario quando gioca meglio di te. Non mi piacciono le visioni estreme. Nel calcio si può anche perdere, sono contento che l’esperienza di Genova possa essere presa come esempio”.

L’unica nota dolente è la stagione del Pescara: “Purtroppo c’erano giocatori non all’altezza, ed è mancato un leader nello spogliatoio che poteva essere Sansovini. La società non gli ha rinnovato il contratto facendo scelte diverse e credo che le abbia pagate. Adesso bisogna ripartire con un progetto serio e con un allenatore che abbia le idee chiare. Bucchi o Zeman? Il primo è un’ottima persona, ma non so se sia l’uomo giusto. Zeman ha fatto tanto per il Pescara, per questo lo ringrazierò per tutta la vita, ma ha fatto una scelta di vita accettando di tornare a Roma. A Pescara qualcuno non ha digerito il suo addio, rischierebbe di essere sempre sotto esame. Io credo che l’uomo giusto sia De Canio, ha qualità come allenatore e come manager“.