Walter Zenga e la Sampdoria. C’eravamo tanto amati. Anzi no. L’ex Uomo Ragno attacca il suo ex club in una intervista rilasciata a Radio Sportiva e ammette che il feeling tra lui e l’ambiente blucerchiato non è mai nato.

Forse tutta colpa di quello 0-4 subito dal Vojvodina. Gara d’andata del turno preliminare di Europa League. “Ha influito quel ko, è stato pesante. In quella partita avevo numerosi calciatori affetti da problemi gastrointestinali, Soriano, Zukanovic, Muriel, Fernando ed Eder con pochi giorni di preparazione alle spalle. Poi Ferrero mi mostrava gli sms di tifosi che non mi volevano. Una partenza difficile”.

Eppure i risultati non sono stati malvagi: “Ho fatto quello che la società mi ha chiesto. Parte sinistra della classifica, il capocannoniere ed il lancio di giovani. Stavo raggiungendo gli obiettivi. Alla Sampdoria ho giocato due anni, i tifosi mi piacevano. Oggi evidentemente non sono più quelli di una volta”.

Gli stessi tifosi che hanno rimproverato a Zenga di non divertirsi: “Cosa vuol dire divertirsi? Dovevo adattare la rosa alle esigenze del mio gioco o vincere? Nel calcio esistono innumerevoli variabili. A volte si fanno grandi partite, dominando come contro l’Inter, ma non si vince. Capita. Quello che mi ha dato fastidio è stato l’attacco a professionalità come quella del dottor Bartali, accusatodi non aver fatto svolgere ai calciatori una buona preparazione. Non è giusto. Se vogliamo parlare di Zenga che non piaceva alla gente d’accordo, ma il resto lasciamolo stare”.

Capitolo Cassano. Zenga lo difende a spadatratta. “Si è allenato sempre bene. Sono convinto che con Montella farà molto bene”.

Risolto il contratto con la Samp, Zenga è diventato nel frattempo allenatore dell’Al Shaab, avrà ancora una possibilità in Italia? “L’errore l’ho fatto quando sono andato via da Catania. Poi sono stato a Palermo e Genova. Con ferrero è finita come con Zamparini, ma non ho rimpianti. La ia forza è rialzarmi ed andare avanti col sorriso”.