Rigore è quando arbitro fischia“. Continuerà ad essere tramandata di padre in figlio la sua più celebre frase e, come spesso accade, finirà per avere vita indipendente rispetto al suo geniale creatore. Vujadin Boskov, mitico allenatore della Sampdoria degli anni ’90, si è spento quest’oggi, 27 aprile, all’età di 82 anni. Con lui nel 1991 i blucerchiati vinsero l’unico scudetto nella storia del club e l’anno successivo raggiunsero la finale di Coppa dei Campioni perdendo solo ai supplementari contro l’armata Barcellona.

Quella squadra poteva contare su individualità del calibro di Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Gianluca Pagliuca, Attilio Lombardo, Pietro Vierchowod, Moreno Mannini e Torinho Cerezo, solo per citare alcuni protagonisti di quel ciclo che lui seppe rendere fantastico grazie anche all’illuminata presidenza di Mantovani.

In carriera ha allenato anche l’allora nazionale della Jugoslavia ancora unita e, in Italia, la Roma e il Napoli.

Tra le sue frasi celebri ricordiamo anche:

Benni Carbone con sue finte disorienta avversari, ma pure compagni“.

Gullit è come cervo che esce di foresta“.

Ad un giornalista che prevedeva la retrocessione del Napoli: “Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello“.

L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto“.

Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono“.

“Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili”.

Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo (giocatore a quei tempi del Genoa, ndr)”. Frase poi rettificata: “Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane“.

Da qualche tempo su Twitter ha raccolto molti consensi un profilo fake, ma ben studiato e conforme all’originale, a lui dedicato: @VujaBoskov. In poco tempo l’account che ha ben saputo applicare il pensiero del tecnico al calcio moderno ha raggiunto i quasi 40mila follower e proprio poco fa, in segno di rispetto, ha così twittato:

Ecco, invece, il tweet della sua squadra che lo saluta così:

E gli alti tweet del mondo dello sport:


(Foto by InfoPhoto)