Una frazione storica, con sei salite, forse la più dura mai corsa in un giro a tappe.

ARU

La tappa vive sulla fuga di 19 corridori (tra cui Landa, dell’Astana, terzo all’ultimo Giro d’Italia), ma dietro i big si danno battaglia. Froome cade subito, resta staccato, recupera, ma sull’erta più dura di giornata, Collada de la Gallina, va in crisi nera e si stacca pesantemente sotto l’azione della squadra di Fabio Aru. La frazione è ricca di sorprese: nella discesa della Collada de la Gallina, cinque spagnoli, tra cui ‘Purito’ Rodriguez e Valverde attaccano in discesa, lasciandosi alle spalle Aru, Quintana e la maglia rossa Domoulin con Pozzovivo. L’italiano e il colombiano rientrano comunque senza problemi, giusto in tempo per la penultima salita, di 2a categoria, prima dell’erta finale, all’8% di pendenza media. A 7,5km dal traguardo, con il solo Landa, superstite della fuga iniziale, al comando, dal gruppo dei migliori scatta Aru, portandosi via anche Rodriguez e Moreno. Landa resiste al comando senza troppi problemi. A 4,8km altro attacco di Aru, che rimane da solo all’inseguimento del compagno di squadra. Mikel vince la tappa, Aru è secondo a 1’21”, conquista la maglia rossa di leader della classifica e guadagna su Rodriguez, Quintana (anche lui in difficoltà, ma era febbricitante) e Valverde. Froome, crollato a oltre 8′, è fuori dai giochi.

TAPPA

L’undicesima tappa della Vuelta 2015, che si disputa tutta sul territorio di Andorra, da La Vella a Cortals d’Encamp, di 138km, farà epoca. Sono 4.950 metri di ascesa con tre gpm di prima categoria (Bexalis, Ordino, Rabassa), uno di categoria Especial (Collada de la Gallina, inedita), uno di seconda (Alto de Comella) e arrivo in salita a 2.095 metri, punto più alto della Vuelta (altro Gpm di prima categoria) dopo un’arrampicata di 8,7 km al 9,1% di pendenza media. In totale, 54,6 chilometri di salita. Frazione che arriva dopo il primo giorno di riposo.

FROOME

La caduta, il dolore, il ritardo da recuperare e quella telecamera in moto che si è avvicinata molto al volto trasfigurato dalla fatica. Chris Froome è stato colto all’inizio dell’undicesima tappa della Vuelta a dire una bestemmia in italiano. L’audio della diretta televisiva su Eurosport è stato inequivocabile. Il britannico è caduto dopo poche centinaia di metri dal via della frazione di Andorra. In gruppo, subito dopo una curva a destra, mentre lui era sulla sinistra, ha preso un guard-rail di legno ed è finito a terra. Dolorante si è rimesso in bici, è stato assistito dall’ammiraglia e ha cominciato l’inseguimento. Mentre spingeva in salita una moto di ripresa si è avvicinata probabilmente per riprendere la fatica del britannico. Ed è lì che Froome se ne è uscito in italiano. Al termine della discesa dalla prima asperità di Collada de Beixails è riuscito a rientrate in gruppo.