SALLENT DE GALLEGO/ARAMON-FORMIGAL (Spagna) – Ce l’ha insegnato Alberto Contador giusto un anno fa, su queste stesse strade: mai dare nulla per scontato alla Vuelta Espana, per svariati motivi: primo, perché di fatto si sale sempre, o quasi; secondo, proprio come conseguenza del precedente motivo, perché la crisi può spuntare da un momento all’altro, con tutte queste salite; terzo, perché magari gli spagnoli possono anche fare gruppo e coalizzarsi contro un unico rivale.

E allora la tappa che ha chiuso il terribile trittico pirenaico, la 16esima, quella odierna da Graus a Sallent De Gallego, di 146,8 km, in teoria la meno dura pur con tre gran premi della montagna e la salita finale di 15.8km al 4% di media e punte al 9,5, ha ridato speranze ai rivali di Vincenzo Nibali, proprio nel momento in cui sembravano già tutti sconfitti.

Intanto, la frazione è stata vinta dal nome nuovo del ciclismo, da segnare per il futuro, il francese Warren Barguil, talento impressionante di soli 21 anni, vincitore del Tour de l’Avenir 2012, che ha battuto in volata (in salita…) di un cm Rigoberto Uran, concedendosi il bis dopo il trionfo di Castelldefels. La tappa si è sviluppata “in due direzioni”, da una parte i  fuggitivi di giornata (una ventina circa) a caccia del successo parziale, dall’altra il gruppo dei migliori, che ha accesso la bagarre negli ultimi tre km della lunga ascesa finale. E purtroppo Nibali, sempre maglia rossa di leader, nel finale è parso subito poco brillante e non è riuscito a reagire ai numerosi scatti che si sono susseguiti dopo la miccia accesa da Purito Rodreiguez, beffato un anno fa da Contador quando sembrava già padrone della Vuelta. 

Alla fine il siciliano lascia 22” al 42enne Horner (ora sempre secondo, ma non più a 50”, bensì a 28”) e 30” a Valverde, probabilmente in questo momento il più pericoloso dei rivali, sempre terzo, ma a 1’14”. Per carità, i secondi persi dallo “squalo dello stretto” non sono molti, anzi, ma ora i suoi rivali sanno che Nibali si può battere. Vincenzo è apparso in difficoltà sulle ultime pendenze di una salita sì lunga, ma con falsipiani, contropendenze e basse percentuali. In ogni caso, pur se può sembrare un paradosso, non ci preoccupa più di tanto la tenuta fisica del vincitore del Giro, perché domani c’è la seconda pausa e perché è naturale che i grimpeur, già staccati oltre il minuto in classifica generale, abbiano fatto saltare il banco negli ultimi mille con una condizione in testa al gruppo non proprio chiarissima già dall’inizio dell’ultima ascesa. Buona infine la strategia dell‘Astana, squadra di Nibali, che ha battezzato una fuga numerosa per lasciar sfumare tutti gli abbuoni.

Sabato sull’Angliru il prevedibile verdetto finale, anche se si salirà pure venerdì, mentre domani, come detto, è previsto il secondo giorno di riposo. Tutto è ancora possibile a cinque tappe dalla conclusione…

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