MADRID - La Vuelta 2013 si è chiusa con un giallo, poi risolto. Un’edizione già incredibile del Giro di Spagna regala un finale in chiaroscuro. Cos’è successo? Semplice: secondo il quotidiano spagnolo AS, che ha sede a Barcellona, l’agenzia antidoping spagnola avrebbe cercato di effettuare un controllo a sorpresa sul corridore vincitore della corsa, nelle prime ore della mattinata odierna, ovvero lunedì 16 settembre, ma l’americano è sembrato in un primo tempo scomparso. Nella sua camera d’albergo c’era un altro corridore, ma non lui. La Radioshack Leopard, la sua squadra, inizialmente non ha saputo spiegare il perché. Da quanto emerge da ambienti della Vuelta, non sarebbe però colpa sua: “Gli ufficiali – ha spiegato una fonte – sono andati a cercarlo nell’albergo dove alloggia la sua squadra, ma Horner non era lì perché aveva dormito in un altro albergo con la moglie“.

Foto: sito ufficiale Vuelta 2013, www.lavuelta.com

Il controllo era stato sollecitato dall‘Usada, l’agenzia statunitense antidoping. Con l’intenzione di verificare soprattutto i suoi valori ematici. Quella di Horner sarebbe una violazione del regolamento antidoping riguardo alla reperibilità. Al terzo warning l’atleta può essere squalificato, come se fosse trovato positivo. Fino alla fine della Vuelta sono gli organizzatori della corsa a essere responsabili per la sistemazione dei ciclisti, ma una volta terminata la gara il compito passa ai team. Horner è stato cercato nell’Hotel Princess di Alcorcon, località nei pressi di Madrid, perché quello era l’indirizzo fornito dalla sua squadra.

La soluzione del giallo, però è poi arrivata dalla stessa squadra : il corridore domenica mattina aveva infatti inviato all’Usada una mail per comunicare il cambio dell’Hotel, ricevendone l’ok. Horner, infatti, è rimasto fino all’una di notte nell’albergo della squadra a festeggiare, per poi recarsi in quello della moglie – che era stato comunicato all’agenzia antidoping – e infine decollare stamani, lunedì, per gli Stati Uniti. I controllori, in pratica, hanno sbagliato hotel: la mail proverebbe la buona fede di Horner.

E’ questa la soluzione del giallo?