MILANO – Domenica 5 maggio: la giornata in cui Piacenza entra, comunque vada, nella storia, almeno quanto Modena e Ravenna. Oggi, infatti, le squadre emiliane della stessa città, una al femminile e una al maschile, giocheranno, una dopo l’altra, rispettivamente gara 1 e gara 4 della Finale Scudetto 2013. Non è una prima volta. Era capitato alle città sopracitate e gli appassionati ricorderanno che nella stagione di grazia 1990-’91 il Messaggero Ravenna, versione donna, e il Messaggero Ravenna di Ricci (allenatore), Kiraly, Timmons, Gardini e Vullo, in campo, vinsero il Tricolore nello stesso anno. Questa sì, impresa mai riuscita a nessuno, prima e dopo.

Certo, per la città di Piacenza sarà più difficile. Perché la Finale scudetto maschile è già giunta a gara 4, in programma oggi alle 17.30 (diretta su RaiSport 2), con Trento, alla sesta apparizione consecutiva all’ultimo atto, a caccia del terzo titolo e in vantaggio 2-1 nella serie dopo il secco 3-0 di gara 3 maturato mercoledì scorso, 1° maggio, con 17 punti di Juantorena. La Copra Elior Piacenza, che il suo unico campionato lo vinse nel 2009, al termine di una leggendaria “battaglia” sportiva in cinque partite proprio contro Trento, a fronte di quattro finali giocate in totale, non ha alternativa se non vincere al PalaBanca (che si annuncia, ovviamente, tutto esaurito) per portare la sfida al match decisivo. Finora le prime tre partite della serie (al meglio delle cinque) hanno sempre rispettato il fattore campo. I precedenti fra le due squadre, nei playoff, al momento attuale, sono esattamente in parità: 8 vittorie a testa negli ultimi 16 scontri. In stagione regolare, però, quest’anno, la squadra di Stoytchev, che sembra favorita se non altro per quanto si è visto nell’ultima partita (con Zlatanov e compagni sconfitti con parziali a 12, 18 e 19) è in vantaggio 2-0. Vero, ogni match fa però storia a sé, banale, ma sempre attuale.

Grazie al sito ufficiale www.legavolley.it, ecco le parole di alcuni protagonisti, alla vigilia:

Luca Monti (allenatore Copra Elior Piacenza): “Per gara 4 dobbiamo ripartire da zero, annullando quello che è accaduto in gara 3 e facendo in modo di dimenticarci il più in fretta possibile della sconfitta subita al PalaTrento. Resettiamo tutto e partiamo quindi da zero. Strada facendo vedremo cosa fare e che decisioni abbracciare per rendere difficile la vita dell’Itas Diatec Trentino. Abbiamo voglia di allungare la serie, siamo ben consapevoli che dovremo giocare una grande partita, e lo dovremo fare senza cali. Siamo altrettanto consapevoli che abbiamo tutti i mezzi per riuscirci”.

Jan Stokr (Itas Diatec Trentino): “Il 3-0 di gara 3 va dimenticato in fretta; domenica a Piacenza sarà un’altra battaglia, ma ora abbiamo qualche indicazione in più su cosa voglia dire giocare una partita di questo tipo al PalaBanca. La lezione subita in gara 2 può aiutarci a preparare meglio l’appuntamento; nei giorni scorsi abbiamo analizzato con attenzione quel ko per capire dove migliorare. Dobbiamo essere in grado di reagire ad ogni tipo di situazione, senza essere colti di sorpresa dai cambiamenti di fronte che possono verificarsi durante una partita di questo tipo. Certo, è più facile a dirsi che a farsi, ma son convinto domenica sarà una partita ancora diversa. Se ci entra la battuta tutto arriva di conseguenza, fiducia compresa”.

Massima attenzione mediatica anche all’estero, dove 15 broadcaster internazionali saranno collegati via satellite per la trasmissione in 44 Nazioni nel mondo.

In campo femminile la faccenda è ancora più intrigante. Intanto, una certezza: comunque vada, avremo un nome nuovo nell’Albo d’Oro del torneo, un anno dopo l’esordio tricolore di Busto Arsizio. Né PiacenzaConegliano, infatti, sono mai riuscite a giungere all’ultimo atto del campionato e quindi tanto meno possono vantare uno scudetto in bacheca. La favola dell’Imoco Volley Conegliano (nella foto Rubin-LVF) è già stata raccontata in tutte le salse, negli ultimi giorni: trattasi di squadra nata un anno fa, sulle ceneri di quella scomparsa (anche se il realtà il titolo acquistato non è della vecchia Spes, e inoltre le “Pantere” giocano a Treviso, al PalaVerde, e non a Conegliano, che pure può vantare un palazzetto di tutto rispetto, per motivi burocratici troppo complicati da spiegare in poche righe), diventata gruppo vero, compatto, forte, unito (grazie anche all’innesto di una giocatrice vincente come Jenny Barazza dal 28 gennaio) cammin facendo, sotto la guida di un tecnico giovanissimo, Marco Gaspari, (31 anni a settembre), il secondo allenatore più giovane ad aver guadagnato l’accesso alle Finali nell’era dei Playoff. Più precoce di lui, solo l’ex ct azzurro, Massimo Barbolini, che nella stagione 1993-94 si laureò Campione d’Italia a 29 anni, alla guida della Latte Rugiada Matera.

La squadra può vantare in rosa ben sette giocatrici venete, tre addirittura nate a Treviso o provincia (scelta non casuale, ribadita dalla dirigenza della società), una sola straniera (la bulga Nikòlova) ed è davvero la favola dei playoff  ”rosa” 2013, avendo fatto fuori, nei quarti, la finalista degli ultimi tre campionati (Villa Cortese, per altro sempre perdente) e la squadra vinci-tutto nel 2011-2012, in semifinale, ovvero la Unendo Yamamay Busto Arsizio, campione d’Italia in carica. Tutto questo partendo dal quinto posto in regular season. Confrontando il roster di Conegliano con quello di Piacenza, in teoria non ci dovrebbe essere sfida. Più forte e più esperta pare la squadra di Gianni Caprara. Ma la teoria è andata a ramengo troppe volte, in questa comunque divertente post-season (dopo un campionato drammatico per gli abbandoni di Crema e Modena, le multe e le penalizzazioni comminate a Giaveno e Chieri-Torino) per non credere a un ribaltone, possibile. Conegliano sembra una squadra in missione, non per conto di Dio, no, semplicemente per sé stessa. La squadra ammirata in gara 3 di semifinale con Busto Arsizio può riuscire in qualsiasi impresa, a patto riesca a giocare con quella grinta, quell’attenzione in difesa, quella consistenza a muro, quella sfrontatezza in tutto il resto, mostrata al PalaYamamay. Se anche dovesse andare male, potrete ammirare una giocatrice italiana che sembrava persa, all’estero, e che invece si è ritrovata, eccome, Valentina Fiorin (chissà, potrebbe tornare di nuovo in azzurro dopo una vita?), una Cristina Barcellini finalmente maturata al punto da essere considerata forse la stella della squadra per quanto fa in prima e seconda linea (e, vedrete, sarà un punto fermo anche in Nazionale), una coppia di centrali fenomenali a muro (e non solo), Barazza-Calloni, la futura palleggiatrice della Nazionale, Letizia Camera (già campionessa del mondo jr) e un’opposta di 185cm, cioè più bassa delle due centrali e di una banda (Fiorin), Nikòlova appunto, eppure esplosiva, con un’elevazione eccezionale, potente e capace di liberare il braccio senza paura. Le trevigiane, inoltre, in caso di affermazione finale, eguaglierebbero il primato della Despar Perugia, unico team a prendersi lo Scudetto (2006-07) dopo aver terminato al quinto posto la Regular Season.  Insomma, comunque vada, ci sarà da divertirsi.

Piacenza, già forte, ha decisamente sterzato con l’arrivo della centrale Martina Guiggi (a gennaio, da Chieri, per noi la miglior centrale italiana, o comunque tra le migliori senza alcun dubbio) e coach Gianni Caprana (a febbraio, da Villa Cortese), conquistando con pieno merito la Coppa Italia e chiudendo al secondo posto la regular season, dietro Busto. Può contare su un gruppo di giocatrici che ha già assaporato la gioia di vincere le Finali PlayOff, la stessa Guiggi e Francesca Ferretti sono tra le atlete più medagliate, avendo già entrambe festeggiato ben tre scudetti con Pesaro (nel 2008, 2009 e 2010). Speriamo tornino anche a fuor di popolo in Nazionale, sinceramente se lo meritano. Segue a ruota la trevigiana Manuela Secolo, detentrice di due titoli ottenuti con Bergamo (2004 e 2006). Infine, il capitano (anche dell’Italia mondiale nel 2002) Manuela Leggeri ha all’attivo uno scudetto con Modena (nel 2000), così come Carmen Turlea, Lucia Bosetti (entrambe con Bergamo, rispettivamente nel 2002 e nel 2011) e Floortje Meijners (con Busto Arsizio, lo scorso anno). Tra le giocatrici di Conegliano, invece, l’unica campionessa d’Italia a oggi è Jenny Barazza, che ha vinto lo scudetto con Bergamo nel 2004 e nel 2006: tra le compagne di squadra di allora, l’attuale avversaria Manuela Secolo.

I PRECEDENTI E LE EX (da www.legavolleyfemminile.it). I due precedenti tra le squadre, nel corso della stagione regolare, hanno visto vincere le emiliane per 3-0 in casa nella gara d’andata e per 3-1 al Palaverde nel match di ritorno. L’unica ex in campo è Carmen Turlea, che ha militato a Conegliano (ma nella Spes) nella stagione 2010-11.

Gara 1 (anche qui, serie al meglio delle cinque partite) si gioca oggi alle 15, al PalaVerde di Treviso (diretta RaiSport2).

Buon divertimento!