TREVISO - Una serata senza storia, o quasi, per la gloria. Piacenza in delirio (foto www.legavolleyfemminile.it). Per la prima volta conquista lo scudetto del volley femminile, dopo averlo fatto nel 2009 al maschile (e domenica 12 maggio Zlatanov e compagni cercheranno il bis, a Trento, nella decisiva gara 5). Peccato solo che una Finale bellissima nei primi tre atti, si sia conclusa con la quarta partita priva un po’ di “pepe”, per la comprensibile stanchezza di Conegliano, fiaccata forse anche nel morale dall’infortunio della sua principale bocca da fuoco, Nikòlova, dalla partenza bruciante di Leggeri e compagne e da una panchina troppo corta. Nonostante la splendida reazione del terzo set. Morale, 1-3 Rebecchi Nordmeccanica in gara 4, e Tricolore cucito sul petto con il 3-1 finale alle venete. Resta lo spettacolo entusiasmante visto quasi sempre in campo e il numero elevatissimo di spettatori per ogni partita, spot questo sì vero per il volley rosa. L’unico che ci piace…
Nella pallavolo, al contrario di altri sport, chi vince merita, sempre. Piacenza, alla terza finale stagionale (dopo la Coppa Italia, vinta, e la Challenge Cup, persa), ha messo in campo, nelle quattro sfide disputate, classe, ovviamente, organizzazione, carattere e soprattutto esperienza in più, basti pensare che del sestetto più libero titolare, solamente Sansonna non aveva mai vinto il titolo di A1. Nostra personale MVP della serie (oltre che ufficiale delle quarta partita) Lucia Bosetti (ha chiuso con un ace), finalmente matura, costante, trascinatrice, solida, insomma, la migliore senza storia. L’ottimo coach Caprara (arrivato a febbraio), torna a conquistare uno scudetto da capo-allenatore 9 anni dopo il trionfo con Bergamo (allora guidava, in campo, Secolo, oggi con lui a Piacenza, e Barazza, rivale).

Conegliano va solo applaudita: è stata la favola della stagione, nata dalla ceneri di una società “scomparsa” a metà dell’ultima annata, protagonista delle eliminazioni clamorose di Villa Cortese e Busto (cioè le squadre che si son giocate lo scudetto 2012), nei playoff, e degna finalista. Ha tutto per crescere ancora, proprietà entusiasta, allenatore giovane e ben preparato tatticamente, squadra di buon livello. Ma servirà una panchina più lunga, per poterci riprovare fra un anno. Con la Champions League come succulenta novità.

Cenni di cronaca (come diceva Ameri…) di gara 4: Gaspari, tecnico delle venete, è costretto a rinunciare all’opposta bulgara Nikòlova (problemi gravi alla mano sinistra). Quindi: dentro Crozzolin al centro al posto di Calloni, spostata nel ruolo di opposta. Il primo set non ha storia perché questa volta è Conegliano a partire male, sentendo fose troppo la tensione. Piacenza è invece una belva che azzanna alla giugulare la partita, attaccando con percentuali alte (Turlea 7 punti con il 46%) e dominando a muro (5-0, 3 firmati Leggeri). Secondo set praticamente fotocopia e in un amen è 0-2. Finita? Gaspari incita le sue ragazze, toglie Crozzolin, rimette Calloni al centro, inserisce la baby Zanotto e vince il terzo set con il PalaVerde in delirio, ma la benzina è terminata, basta guardare il punteggio del quarto set. La Imoco alza bandiera bianca, scudetto a Piacenza. I rimpianti veneti possono esserci, legati soprattutto a gara 2 e alla sfortuna per l’infortunio, nel momento topico della serie, della Nikolova. Ma, si è detto, nel volley, alla fine, vince sempre chi merita. In questo caso, Piacenza. Sipario.

GARA 4 FINALE SCUDETTO, DECISIVA:  

 IMOCO VOLLEY CONEGLIANO-REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA 1-3 (10-25, 12-25, 25-22, 9-25 ).

Serie: Piacenza-Conegliano 3-1. Scudetto: Piacenza. 


CONEGLIANO: Camera, Calloni 11, Barcellini 15, Fiorin 8, Barazza 5, Crozzolin 4, Rossetto (L), Maruotti, Zanotto 3. All.: Gaspari.
PIACENZA: Ferretti 2, Turlea 21, Lucia Bosetti 19, Meijners 21, Guiggi 10, Leggeri 12, Sansonna (L), Secolo 1, Valeriano. All.: Caprara.
ARBITRI: Sobrero, Padoan.
NOTE – 5.800 spettatori al Pala Verde, record.

Per il resoconto di tutta la stagione, qui.