PIACENZAUna Finale Scudetto finora meravigliosa ed emozionante, per quanto si è visto in campo e per la cornice di pubblico sugli spalti. Rebecchi Nordmeccanica Piacenza e Imoco Volley Congegliano stanno onorando l’ultimo atto di un campionato 2012-2013 oggettivamente molto travagliato, ma che certo sta regalando grande spettacolo nella post season, come abbiamo già avuto modo di sottolineare in sede di presentazione. E attenzione: il pubblico non si è per niente “stufato” dei guai economici che avvolgono un po’ tutto il sistema pallavolo italiano, sia femminile, che maschile, anzi, è sempre più numeroso. Un dato da non trascurare al momento di stendere le regole per l’ammissione ai prossimi tornei…

La serie al meglio delle cinque partite, dopo due gare, è saldamente in mano a Piacenza, avanti due zero, ma con due partite vinte sempre al termine dello stesso copione, al tie-break, in rimonta, dopo un iniziale svantaggio di 0-2. Uno spot per il volley al femminile, che è già lo sport più seguito e praticato dall’Italia in rosa. Certo, una sofferenza per i tifosi veneti.

Ieri, al PalaBanca, davanti a quasi 3.000 spettatori (dopo i 5.500 del PalaVerde di Treviso per gara 1) abbiamo assistito a uno spettacolo simile al primo atto, anche se forse più amaro ancora per le venete: perché questa volta, dopo aver vinto i primi due parziali, Fiorin e compagne hanno parecchio da rimproverarsi per come sono andati i successivi tre (al contrario del match di domenica scorsa, nel quale Piacenza si era imposta nettamente nel 3°, 4° e 5° set). Vai a capire perché la squadra di Gaspari si sgonfia dopo un’ora di gioco e quella di Caprara scende veramente in campo solo se… perde i primi due set (il primo è stato combattuto, ma nel secondo le emiliane hanno perso un po’ testa e lucidità, facendo arrabbiare il loro coach)! Lucia Bosetti, di Piacenza, ha parlato di grande tensione per il match casalingo. Le crediamo. Resta il fascino perverso di uno sport unico. Certo, la Rebecchi Nordmeccanica è ancora imbattuta nei playoff, dopo il 2-0 rifilato prima a Pesaro e poi a Bergamo e in totale, contando anche gli ultimi match di Regular Season, viene da 12 vittorie consecutive, e un motivo ci sarà pure. Non perde dal 9 febbraio 2013, a Torino contro Chieri… Ma ancora una volta si è fatta sorprendere nei primi due set, dal servizio di Nikòlova e compagne, dalla fluidità del gioco che Camera può impostare con grande precisione quando ha palla in mano, dai muri di Barazza, dalle certezze granitiche di Fiorin in attacco e Barcellini al servizio. Poi, però, sul più bello, ancora una volta si è spenta la luce in casa Imoco.

Certo, la rimonta emiliana ha due nomi e due cognomi: Lucia Bosetti e Floortje Meijners. La prima, dopo i 26 punti di gara 1, si ripete con altri 20 in gara 2, attaccando tutti i palloni più importanti nel finale del quarto set e nel tiratissimo tie-break; la seconda di fatto “vince” la gara da sola, nel quinto set, con la sua squadra sotto 3-7 e quasi spacciata, infilando una serie di battute devastanti (lo aveva già fatto anche nel tie-break della decisiva gara 5 un anno fa, nella finale tra Busto e Villa Cortese, quando era in maglia YamamaY…) che portano Piacenza avanti 9-7, con un parziale di 6-0. Infine, dopo la rimonta veneta, con l’Imoco che non ci sta e sotto 14-12 annulla tre match point fino al 15-15, l’olandese decide di… chiudere da sola il match, con il diagonale del 16-15 e il muro (a uno!) su Nikòlova per il 17-15 conclusivo…

Ma perché si è andati nuovamente al tie-break? Conegliano forse ha pagato un po’ la stanchezza (per dire, Fiorin, che ancora una volta ha attaccato con il 70% e che dunque va solo elogiata, si è però un po’ spenta, con il passare dei minuti, idem Calloni), una panchina corta, i problemi in ricezione nel 5° parziale sul servizio di Meijners e forse il fatto che Camera abbia cercato meno (a volte perché costretta da una seconda linea poco precisa), dal terzo set in poi, le sue centrali, Barazza soprattutto, devastante all’inizio.

Morale, Piacenza sul 2-0 con due tie-break, finale bellissima e ora la Rebecchi ha tre match point a disposizione, con due partite da giocare, eventualmente, in casa. Domani, alle 20.30, sempre al PalaBanca, gara 3, che potrebbe anche essere decisiva. L’eventuale gara 4 sarà a Conegliano, gara cinque di nuovo a Piacenza, se servirà. A dispetto del 2-0, però, Conegliano è ben dentro questa serie e potrebbe pure ribaltarla. Bisognerà capire, però, quanto avranno influito nella mente e sul morale di Calloni e compagne le occasioni sprecate mercoledì sera…

REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA – IMOCO VOLLEY CONEGLIANO 3-2 (22-25, 16-25, 25-16, 25-21, 17-15).
REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA: Valeriano, Leggeri 12, Turlea 19, Meijners 20, Secolo, Nicolini, Ferretti 2, Sansonna (L), Guiggi 11, Radenkovic, Bosetti 20. All. Caprara.
IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Agostinetto, Maruotti, Fiorin 17, Camera, Zanotto, Rossetto (L), Calloni 11, Nikolova 24, Crozzolin, Barcellini 14, Barazza 14. Non entrate Daminato. All. Gaspari.
ARBITRI: Zucca, Vagni.
NOTE – Spettatori 2800, incasso 21000, durata set: 26′, 24′, 29′, 32′, 26′; tot: 137′.

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Intanto da due giorni rimbalza una notizia molto importante per tutto il movimento italiano: Caterina Bosetti (nella foto www.legavolleyfemminile.it), 19 anni compiuti tre mesi fa, schiacciatrice di Tradate (Varese), sorella minore di quella Lucia che sta facendo faville proprio a Piacenza e figlia d’arte (papà e mamma sono tecnici di volley, il primo ha allenato anche la Nazionale donne, per un breve periodo), dopo averci pensato a lungo e rifiutato di accasarsi a Busto Arsizio, ha accettato l’offerta del club brasiliano campione del mondo in carica, il Sollys Nestlé Osasco di San Paolo, (supportata dalla nota multinazionale del latte) per giocare nella Superliga verdeoro! In Brasile stra-vedono per Caterina, che a livello giovanile ha fatto sfracelli, in Italia e nel mondo: ha esordito a 15 anni in serie A1 con la maglia di Villa Cortese, è stata campionessa d’Europa e iridata jr tra 2010 e 2011, e anche miglior giocatrice del torneo continentale e miglior giocatrice e schiacciatrice di quello mondiale. Alla notizia è stato dato grandissimo risalto in Brasile, dove impazziscono, e da decenni, anche per il volley, non solo per il calcio. Caterina praticamente segue le orme di Francesca Piccinini, che esordì in A1 a 14 anni, a 20 andò a giocare in Brasile, al Rexona, per un anno, tornando più forte e più matura, e poi a Bergamo e con l’Italia sviluppò una carriera gloriosa, tutt’altro che conclusa e ricca di successi (ha vinto tutto tranne una medaglia olimpica).

La differenza è che Caterina, pur giovanissima, è già una giocatrice fatta e finita, certo con enormi margini di miglioramento, ma piena di esperienza a grande livello e in partite importanti. Inoltre, la Superliga brasiliana, nata dalla Liga Nacional nel 1994, all’epoca in cui vi giocò Francesca non era sviluppata com’è adesso. Oggi è il campionato più competitivo al mondo (per anni lo è stato quello italiano, infatti le giocatrici brasiliane venivano tutte a giocare da noi, adesso son tornate a casa da qualche stagione), con un seguito di pubblico pazzesco, palazzetti enormi e pieni, un’organizzazione di alto livello. Il Sollys è campione del mondo per club in carica, anche se ha perso l’ultima finale scudetto della Superliga 2012-2013 al tie-break, contro l’Unilever. Ma può vantare in bacheca 5 titoli brasiliani in 10 finali (dal 2005 non ne ha mancata una), una Coppa del Brasile, quattro Coppe Campioni del Sudamerica. Inoltre, vi giocano campionesse olimpiche (a Pechino 2008, argento a Londra 2012) come Sheilla e Jaqueline, che in Italia hanno giocato per anni e vinto scudetti a Pesaro; altre nazionali sono Fabiola e Thaisa. Insomma, tanto per capirci, è come se un grande prospetto del nostro calcio, per dirne uno, Stephan El Shaarawy, andasse oggi a giocare nel Real Madrid, nel Bayern di Monaco, nel Barcellona o nel Manchester United