Un set di lotta, poco meno. Da una parte. Dall’altra, una corazzata ormai lanciata, devastante per il potenziale e la varietà di soluzioni in attacco e guidata da una sontuosa Francesca Ferretti in regìa, capace di mandare praticamente tutte le compagne in doppia cifra per punti.

La Unendo YamamaY Busto Arsizio alza bandiera bianca, di fatto, in gara tre di Finale Scudetto del campionato di volley femminile 2013-2014, scorata, demoralizzata, poco efficace con le sue “bocche da fuoco” (nessuna in doppia cifra in attacco), nonostate sia stata sempre sostenuta da un pubblico meraviglioso che alla fine si è detto giustamente “orgoglioso delle Farfalle“. Gara tre non ha avuto storia, se non per un sussulto biancorosso nel terzo set, firmato Marika Bianchini, giocatrice sontuosa se si considera la giovane età e anche di grande carattere (avesse qualche centimetro in più…), come non ha avuto storia anche la finale Scudetto 2014, primi due parziali di gara 1 a parte. Anzi, forse proprio su quella rimonta della Rebecchi nel 2° set del primo atto (da 21-23 sotto) è girata completamente la serie. Ma ha vinto la più forte, senza dubbi come ha sportivamente sottolineato anche coach Parisi in conferenza stampa post gara3.

Peccato per lo spettacolo, che non è stato esaltante mentre, pur con la Rebecchi favorita, ci si aspettava un andamento diverso dell’ultimo atto Tricolore.

Tricolore che va a Piacenza (3-0 nella serie), il secondo consecutivo, meritatissimo, con tanto di “triplete“, visto che la squadra del partente (andrà in Turchia) Caprara si è aggiudicata anche Coppa Italia e Supercoppa italiana  in stagione. Le emiliane nelle ultime due annate hanno lasciato le briciole alle avversarie. Lucia Bosetti, diventata una fuoriclasse assoluta, giocatrice completa (anche lei fosse solo un pochino più alta…), nostra personale MVP del match e dell’ultimo atto del campionato. I tanti tifosi di Piacenza possono festeggiare sugli spalti di un PalaYamamaY ribollente, che ha regalato la giusta cornice spettacolare per una Finale Scudetto. Per Busto, resta il cammino sontuoso nei playoff dopo una stagione tribolata, che è valsa comunque l’accesso alla Champions League per il terzo anno di fila. Tutto sommato, si può essere soddifatti. Peccato però aver perso così, quasi senza combattere nel 2° e 3° atto della serie Finale. Pace&amen.

IL CALENDARIO PLAYOFF SCUDETTO

CLASSIFICA AL TERMINE DELLA REGULAR SEASON

LA CRONACA – C’è Garzaro per Michel in casa Unendo al centro, e c’è pure qualche problema in avvio sugli spalti, con alcuni posti riservati al settore ospite occupati da tifosi di casa. Clima caldissimo e affascinante, con quasi 5.000 persone al PalaYamamaY.

Piacenza inizia subito con tre muri, firmati Meijners, Leggeri e Bosetti, in un amen, ma Busto è comunque in partita con Marcon e Arrighetti (5-5). Poi però ecco il primo strappo Rebecchi, firmato Bosetti, De  Kruijf e Ferretti, con la squadra di Caprara perfetta in contrattacco, mentre le farfalle fanno fatica a mettere palla per terra. Ma tutto nasce dalla battuta piacentina, rischiosa ed efficace con ricezione bustocca in grossa difficoltà (6-12). Parisi chiama due volte time-out, la Unendo ha un primo sussulto con un 4-1 di parziale che la riporta a tre punti da Piacenza (11-14), ma  arriva subito un contro-break Rebecchi (14-21). Finita? Sembrerebbe. Eppure le padrone di casa, trascinate da un grande pubblico, non mollano, mentre Leggeri e compagne sbagliano qualche ricezione di troppo: 4 punti consecutivi Yama, poi errore sanguinoso di Wolosz al servizio con Piacenza un po’ in cortocircuito (18-22). Si arriva al 20-24, Busto annulla due set point consecutivi, ma tutto è vanificato da un’altra battuta sbagliata, questa volta di Spirito. Cinque muri per Piacenza e 5 punti anche per Lucia Bosetti e De Kruijf. Butso in difficoltà in attacco, sostenuta dalla difesa e da un’ottima Marcon (5 punti), sempre presente nei momenti difficili o più importanti, quanto meno sempre con grande coraggio. Unendo YamamaY migliore sia in ricezione perfetta che in attacco, rispetto a Piacenza, a livello di percentuali, ma la differenza l’hanno fatta soprattutto i muri (5-0) e anche il contrattacco delle emiliane.

Il secondo parziale è un pianto per la Unendo, che mette a segno il primo muro, si difende in avvio (8-10), ma perde a 11… Bosetti e compagne sono uno spettacolo in attacco, non sbagliano nulla, e trovano diverse soluzioni. Busto attacca con il 17%… Parisi mette in campo Bianchini (la migliore nonostante i pochi minuti giocati) per Ortolani, che regala l’unico sussulto del match con 2 ace consecutivi per il 13-12. Un fuoco di paglia, Bramborova, con un (contro) ace riporta avanti nettamente Piacenza (15-19). Sipario.

Busto ha chiuso con il 30% in attacco e 3 soli muri; per Piacenza, 18 muri (!), 38% in attacco. Busto meglio in ricezione. Tre ace per la Unendo, due per la Rebecchi.

UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO-REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA 0-3 (22-25, 11-25, 21-25).
BUSTO ARSIZIO: Ortolani 3, Garzaro 8, Bianchini 5, Michel 3, Leonardi (L), Marcon 7, Spirito (L), Sloetjes, Buijs 7, Arrighetti 5, Wolosz 2, Petrucci. All.: Parisi.
PIACENZA: Poggi ne, Valeriano, Leggeri 11, De Kruijf 9, Van Hecke 10, Meijners 13, Manzano ne, Ferretti 3, Sansonna (L), Bramborova 1, Caracuta ne, Bosetti 12, Vindevoghel. All.: Caprara.