BUSTO ARSIZIO (Varese) – Tanto lavoro, alternato a un po’ di meritato riposo, studio delle rivali che fra poco esordiranno nei playoff, in attesa di vedere chi sarà l’avversario dei quarti e un allenamento congiunto, previsto giovedì, contro Piacenza, seconda forza del campionato e principale candidata al ruolo di anti-Futura, ammesso che esista: questo il programma della Unendo Yamamy Busto Arsizio che prepara il primo match della post season, in programma per martedì 14 aprile, contro Giaveno o Urbino, probabilmente. Intanto, è tempo di riflessioni con il libero titolare biancorosso, Giulia Leonardi (Foto Alessandro Pizzi).
Giulia, com’è la stagione successiva a un’annata solo vincente?
Sicuramente quest’anno è tutto più difficile. L’anno scorso quello che facevamo di buono era sempre qualcosa in più, nessuno si aspettava nulla e magari qualche squadra ci sottovalutava pure. Quest’anno invece tutte contro di noi danno il massimo e in più le aspettative di media, tifosi ecc, sono sempre più alte, ci si aspetta che la Yama vinca sempre e appena si perde qualcosa, sono tutti pronti a giudicare. Purtroppo è l’altra faccia dell’essere Campioni d’Italia. Io credo che anche un secondo posto possa essere appagante, dipende dalle circostanze: a esempio per noi il terzo posto in Champions è stato come un oro“.
Dopo aver affrontato tutte le squadre in regular season, chi teme di più e perché, nei playoff?
Io temo sempre tutte le squadre, perché la palla è rotonda e può succedere di tutto. Sicuramente Piacenza è la compagine al momento più in forma, quella che gioca meglio. Vedremo“.
Tempi duri anche per il volley… Lei è mai rimasta senza stipendio in passato?
Io sono stata molto fortunata e non mi è mai capitato di giocare in una squadra che non pagasse gli stipendi. Credo che bloccare le retrocessioni sia la morte del campionato italiano. Spero che la Lega dal prossimo anno sia più rigida contro le società che non rispettano i contratti e che si possa fare qualcosa per questa crisi, prima che sia tropo tardi“.
Negli ultimi anni Busto ha sempre cambiato molto, da sette a cinque giocatrici a estate. Com’è ricominciare ogni volta (quasi) da capo?
Sicuramente è difficile ogni anno cambiare la maggior parte delle compagne, anche… sentimentalmente! Bisogna ritrovare tutti quei meccanismi di una squadra che ti permettono di fare il salto di qualità. Fortunatamente la società punta sempre su giovani con voglia di fare e di stare in palestra a lavorare, quindi con il tempo e l’allenamento si (ri)trova tutto“.
Per chiudere, commento sulla Final Four di Champions?
E’ stata un sogno. Primo anno tra le grandi e subito terze, mi sento davvero fortunata. Alla premiazione guardavo tutti i liberi e pensavo che ho davvero tanto da imparare, ancora. Ci siamo confrontate con squadre fortissime, con nomi che avevo sentito solo in tv. Sono davvero orgogliosa di noi e di quello che abbiamo fatto. Spero di poterne giocare almeno un’altra nella mia futura carriera e magari fare meglio…“.