Alla fine, forse con troppo ritardo rispetto ai suoi colleghi più attivi (vedi Carmelo Anthony, per dirne uno, ma anche Wade, LeBron e Chris Paul), anche lui è sceso sul parquet più insidioso che abbia mai dovuto affrontare, quello dove si muove lo spettro, fin troppo concreto, di un’America spaccata in due dalle violenze razziali. Michael Jordan, il più grande giocatore di basket di ogni tempo, ha finalmente rotto il silenzio su questa dolorosa vicenda, affidando le sue parole a un comunicato stampa:

Come americano orgoglioso di esserlo, padre che ha perso il proprio papà in un atto insensato di violenza, e come nero, sono stato profondamente colpito dalle morti di afroamericani per mano di agenti di polizia e ho provato rabbia per il codardo atto di odio compiuto da chi ha preso di mira e ucciso poliziotti. Sono in lutto insieme alle famiglie di chi ha perso i propri cari, e conosco il loro dolore“. Il padre di Jordan, com’è noto, fu assassinato nel 1993 da due ladri d’auto, evento che convinse il figlio, reduce da tre trionfi consecutivi con Chicago, a lasciare la pallacanestro per due anni, salvo poi tornare sui propri passi (e vincere altri tre anelli consecutivi).

Sono stato cresciuto da genitori che mi hanno insegnato ad amare e rispettare le persone a prescindere dalla razza a dal background sociale, quindi sono profondamente triste e frustrato per la retorica che ci sta dividendo e le tensioni razziali che sembrano peggiorare. So che questo Paese è meglio di così, e non posso più stare in silenzio. Dobbiamo trovare delle soluzioni che assicurino che le persone di colore ricevano un giusto ed equo trattamento E che siano protetti e rispettati gli agenti che mettono la loro vita in gioco ogni giorno per proteggerci“.  Non solo parole, ma anche fatti: il sei volte campione NBA coi Bulls, nonché attuale proprietario dei Charlotte Hornets, ha donato un milione di dollari all’Institute for Community-Police Relations e un altro milione al fondo di difesa legale del Naacp, un’associazione per i diritti della comunità afroamericana.