Solo ieri è arrivata la condanna a 26 anni di carcere da parte della Terza Corte d’Assise di Roma nei confronti di Daniele De Santis, il tifoso della Roma che nel maggio di due anni fa uccise l’ultrà napoletano Ciro Esposito. Inevitabile, per Matteo Renzi, parlare anche della delicata questione della violenza negli stadi nel corso della sua abituale e-news con i cittadini, in uno spazio ad hoc intitolato Pensierino della sera:

Il giorno in cui fu ucciso Ciro ero andato anche io allo stadio con la mia famiglia e i miei figli“, ricorda il presidente del Consiglio, “e pensare che una madre non possa riabbracciare suo figlio solo perché è andato a una partita di calcio è straziante“. La madre di Ciro Esposito, Antonella, ha perdonato l’omicida di suo figlio e Renzi, con il giusto riserbo, ha plaudito alla scelta della donna: “Nessuno può permettersi di commentare una scelta così intima e personale e anche una parola di elogio risulterebbe sguaiata“, dice il premier, che poi attacca: “Ciò che ci riguarda è richiamare la responsabilità di tutti su come viene concepito il calcio. Altri paesi, come l’Inghilterra, hanno rivoluzionato il football e ora il loro campionato è uno spettacolo divertente e sereno“.

Il governo farà la sua parte, ma questa sfida deve vedere in prima linea innanzitutto le società, la Federazione, il mondo degli addetti ai lavori e la parte migliore delle tifoserie organizzate“, continua Renzi. “Due anni dopo la tragica morte di Ciro, durante la finale di Coppa Italia, si sono verificati ancora incidenti: nessuna vittima, per fortuna, ma la cosa resta inaccettabile“. Quindi, l’invito ai dirigenti: “Ribadisco il mio appello ai dirigenti del calcio italiano: è il momento di prendere una iniziativa forte per restituire il calcio alle famiglie e agli appassionati. Il governo è pronto a dare una mano da ogni punto di vista, ma Federcalcio e club, alcuni dei quali sono già dei modelli nella giusta direzione, devono capire che non è più tempo di rimandare le decisioni importanti“.