Episodio che ha davvero del clamoroso e che coinvolge il ciclista azzurro Vincenzo Nibali, espulso dalla Vuelta. La giornata era stata di quelle infelici nella tappa del giro spagnolo: il 30enne siciliano, caduto, era arrivato al traguardo a 1’38” (abbuoni compresi) dal vincitore, il colombiano Johan Esteban Chaves, e a circa 1’ dai rivali per la generale. La notizia che però ha suscitato clamore è giunta in serata, quando alle 20:45 la giuria rende noto che Nibali è stato squalificato e dunque immediatamente espulso dalla competizione per essersi attaccato alla macchina dell’Astana mentre era in fase di recupero.

La decisione è stata dunque comunicata in serata dal presidente di giuria, Bruno Valcic. Ad essere stato espulso è anche il d.s. Alexander Shefer che guidava l’auto ammiraglia Astana. Il team resterà due giorni con una sola macchina in corsa. “Le immagini erano evidenti, le avete viste anche voi”, ha commentato la giuria. A nulla è servita la richiesta di applicare la sanzione massima (10 minuti) prevista dal regolamento lasciando Nibali in corsa da parte di Stefano Zanini, altro d.s. Astana, ascoltato dai giudici. Si tratta della prima volta in carriera che il corridore messinese non concluderà un grande giro.

A inchiodarlo è un video in cui sono contenute immagini della diretta trasmessa dal canale EuroSport nelle quali è chiaramente visibile il “traino” da parte dell’auto Astana nei confronti di Nibali, che si vede staccare il gruppo per qualche decina di metri trasportato dalla macchina. Un gesto ovviamente scorretto, ma anche incomprensibile da parte di un campione del suo livello. Una squalifica scontata, rischiata ingenuamente (impossibile non essere visti data la presenza costante delle telecamere), e anche abbastanza inconcepibile come senso dell’accaduto.