Un big match atteso nonostante la, per così dire, anomala situazione di classifica, tra Juventus (settima in classifica) e Milan (sesto, avanti di 2 punti ai bianconeri), che però non ha avuto assolutamente nulla del big match. Uno spettacolo che di fatto non c’è stato, e soprattutto un gioco che da entrambe le parti ha latitato per gran parte dei 90 minuti. L’ha spuntata la Juventus con un gol, comunque importantissimo, di Dybala, ma solo perché in quel suo “minimo sindacale” ha comunque fatto più del Milan che non ha mai praticamente fatto un tiro in porta, se non nel recupero. Davvero troppo poco per due squadre di livello che puntano a recuperare terreno perduto in classifica nei confronti dei club di vertice.

Sia Juve che Milan han badato maggiormente a non scoprirsi e a controllare i rispettivi territori d’azione facendo fatica a raggiungere le dangerous zone avversarie. La visione d’insieme, condivisa, era quella di conquistare i tre punti, utili a rilanciarsi nelle zone alte della classifica ma il timore di uscire sconfitti, con conseguente contraccolpo psicologico, ha frenato parecchio il gioco allo Stadium, soprattutto per quanto riguarda la squadra allenata da Mihajlovic.

I bianconeri, come accennato, hanno azzardato di più cercando di aggredire il Milan sulle fasce, approfittando di una difesa non sempre impeccabile. Bonaventura, il giocatore dotato di più inventiva e incisività è stato saggiamente imbrigliato dal centrocampo juventino, così come dall’altra parte Kucka ha giocato praticamente in marcatura a uomo su Pogba, il quale naturalmente ha trovato parecchi ostacoli nel suo raggio d’azione. La mossa in qualche modo vincente è stata quella da parte di Allegri di togliere un inefficace Hernanes inserendo nella ripresa Bonucci e passando a tre in difesa, guadagnando superiorità numerica a centrocampo. L’azione più bella della partita finalizzata dall’argentino poi ha fatto la differenza.