Christian Vieri fu effettivamente pedinato tra il 2000 ed il 2004 da Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza di Pirelli e Telecom, su incarico dell’Inter.

Il danno subito dall’ex attaccante è stato ridimensionato e per questo dovrà restituire a Inter e Telecom 920mila euro, la stragrande maggioranza del risarcimento ottenuto nel settembre del 2012, pari a 1 milione.

E’ questa la decisione della seconda sezione civile della Corte d’appello di Milano. Per il Tribunale meneghino, Vieri fu sottoposto ad una violazione privacy con controlli definiti “particolarmente riprovevoli per il loro carattere subdolo e sleale”.

Una sorveglianza che causò a Vieri “imbarazzo, malessere e inquietudine”, nonché “rabbia e sofferenza”. A tutto ciò va aggiunto la delusione per il comportamento di un club che ha proceduto a controlli i quali “si inserivano in un rapporto duraturo di collaborazione, caratterizzato anche da reciproche soddisfazioni”.

Il Tribunale di Milano ha aggiunto al risarcimento 10mila euro per danni di immagine, chiarendo, però, che i pedinamenti ai danni dell’ex calciatore non sono durati 4 anni, ma 3-4 mesi per quelli voluti dall’Inter e 2 mesi circa per quelli sui tabulati.

I giudici, per questo motivo, hanno valutato il danno complessivo a carico di Vieri in 80mila euro (metà a carico dell’Inter e metà a carico di Telecom).

Bobo dovrà quindi restituire la differenza rispetto al risarcimento assegnatogli quasi 3 anni fa, ovvero 920mila euro.

Una autentica beffa per Christian Vieri. Quella all’Inter è stata per il Bobone nazionale l’esperienza più continuativa della sua carriera. Tra il 1999 (quando fu acquistato dalla Lazio) al 2005 144 presenze e 103 reti al servizio dei nerazzurri.