Ci avviciniamo alla fine del 2013 (leggi qui i 10 gol più belli della Juventus nel 2013 con i video), un anno che ha regalato immense soddisfazioni alla Juventus. La squadra di Conte ha conquistato lo scudetto, la Supercoppa Italiana e ora guida la classifica di serie A con 46 punti dopo 17 giornate: un bottino incredibile. I bianconeri hanno festeggiato due volte il record delle 9 vittorie consecutive già raggiunto anche nel 2012 e hanno conquistato 15 vittorie in 17 turni di serie A, esattamente come la Juventus targata Capello nel 2005/2006. Oltre tutti questi splendidi risultati positivi, che sono certamente i protagonisti assoluti, vi è anche qualche rammarico e delusione nel cammino della Vecchia Signora, come le due eliminazioni dalla Champions League durante la passata e l’attuale stagione e la fuoriuscita dalla Coppa Italia della scorsa annata.

Il 2013 della Juventus non inizia nel migliore dei modi. Il 6 gennaio la Sampdoria giunge a Torino e castiga i bianconeri vincendo 2-1 e violando lo Juventus Stadium. In due anni e mezzo di storia di tale impianto solo due squadre sono riuscite in questa impresa: l’Inter e i blucerchiati. Probabilmente a causa del richiamo di preparazione atletica svolto durante la sosta natalizia da Conte, con carichi di lavoro importanti e proiettati a raggiungere la migliore condizione verso marzo quando le sfide diventano decisive, l’inizio del 2013 della Vecchia Signora è un po’ a rilento. Dopo la gioia dell’eliminazione del Milan nei quarti di finale di Coppa Italia, l’1-1 casalingo nell’andata della semifinale contro la Lazio pesa come un macigno sulla rocambolesca sfida di ritorno. È fine gennaio e dopo aver disputato un primo tempo positivo i campioni d’Italia vengono beffati da una rete di Gonzalez che porta in vantaggio i biancocelesti. Quando i giochi paiono ormai chiusi Vidal riapre i conti al 92’ trovando l’1-1. Al 93’ minuto, sugli sviluppi di un corner, Floccari svetta e batte Storari per il 2-1. Inutile l’immediato contrattacco bianconero: Marchisio spreca a porta sguarnita e la Lazio vola in finale nel tripudio dell’Olimpico. Febbraio è il mese in cui ricomincia la Champions League: la truppa di Conte è attesa nella bolgia del Celtic Park contro il Celtic Glasgow. Il pubblico è tanto spettacolare quanto incandescente, ma la Vecchia Signora non si fa intimorire e con un netto 3-0 si sbarazza degli scozzesi. Apre le danze Matri al 3’, al 77’ raddoppia Marchisio e al 83’ Vucinic chiude i conti ipotecando i quarti di finale.

In campionato i bianconeri riscattano un gennaio difficile ristabilendo le distanze dal Napoli. Marzo inizia proprio con la sfida ai partenopei al San Paolo. I ragazzi di Conte giungono alla gara con 6 rassicuranti punti di vantaggio sugli azzurri secondi in classifica. La capolista passa subito in avanti con Chiellini, ma Inler la raggiunge con un formidabile tiro dalla distanza. Nel secondo tempo la Juve soffre, ma riesce a raccogliere un punto fondamentale per la corsa al tricolore. Dopo aver archiviato la pratica della qualificazione in Champions contro il Celtic con la vittoria 2-0 nel match di ritorno, la capolista vince in casa contro il Catania beffato da Giaccherini durante i minuti di recupero aumentando a 9 punti il distacco dal Napoli. Una settimana dopo la Juve trionfa a Bologna e il titolo si avvicina sempre più. Il 31 marzo i campioni d’Italia espugnano San Siro sconfiggendo l’Inter 2-1 e vendicando lo sgarbo dell’andata quando la truppa di Stramaccioni violò il tempio bianconero. In aprile la Vecchia Signora subisce la cocente eliminazione dalla Champions League: non c’è nulla da recriminare, il Bayern Monaco di Heynckes è un’armata straordinaria che non lascia scampo ad alcuna delle sue avversarie. Alla fine della stagione i bavaresi conquisteranno uno storico triplete. La sfida dell’Allianz Arena è quasi a senso unico. I tedeschi vincono 2-0 con le reti di Alaba e Muller. Nel ritorno allo Juventus Stadium cambia il copione, ma il risultato è lo stesso. I bianconeri provano a fare la partita, ma alla fine lo strapotere di Ribery e compagni si manifesta di nuovo. Mandzukic segna l’1-0 e Pizarro fissa il punteggio sul definitivo 2-0. Addio ai sogni di gloria europei della Vecchia Signora. In campionato invece la musica è totalmente diversa. La Juve vince, stravince, domina e soffoca la concorrenza che non può fare altro che guardarla dal basso aspettando inerme che si chiuda un’altra cavalcata trionfale. La squadra di Conte bissa il record delle 9 vittorie consecutive del 2012 e  il 5 maggio in casa conquista lo scudetto davanti al suo pubblico contro il Palermo.

In estate la dirigenza juventina mette a segno uno straordinario colpo di mercato: Tevez. La Vecchia Signora si era già assicurata Llorente nel mese di gennaio, ma solo da luglio il Re Leone è a disposizione di Conte. La difesa viene puntellata con l’importante innesto di Ogbonna. Purtroppo il tecnico salentino perde Giaccherini e Matri, due dei suoi fedelissimi.  La nuova stagione inizia il 18 agosto con la Supercoppa Italiana: la Juve schiaccia 4-0 la Lazio all’Olimpico con i gol di Pogba, Chiellini, Lichtsteiner e Tevez.

Il campionato bianconero inizia con la vittoria di Genova sulla Sampdoria e prosegue con un’altra batosta inflitta alla Lazio, questa volta per 4-1 allo Juventus Stadium. Dopo un inizio di serie A soddisfacente sotto il profilo dei risultati, ma latitante sotto l’aspetto del gioco, i ragazzi di Conte subiscono una clamorosa sconfitta a Firenze. È il 20 ottobre, la Juve chiude il primo tempo in vantaggio 2-0, ma in circa un quarto d’ora i viola ribaltano il risultato e vincono 4-2 nell’apoteosi del loro pubblico.  Da qui inizia la svolta: l’armata juventina è devastante. Nove vittorie consecutive subendo una sola rete: sensazionale. In questo modo la Vecchia Signora ritrova la testa della classifica e la consolida: 5 punti di vantaggio sulla Roma. L’impressione fornita dalla Juve pare quella di essere imbattibile in Italia. Devastante. In Champions League invece il cammino è desolante. Il pareggio di Copenaghen con la giornata di gloria regalata al portiere dei danesi Wiland e la beffa turca ad opera di Umut Bulut allo Juventus Stadium (Juve-Galatasaray 2-2) complicano tremendamente la marcia juventina. Nonostante lo splendido pareggio casalingo contro il Real Madrid (2-2) giunto dopo l’immeritata sconfitta del Bernabeu, e la vittoria nel segno di Vidal contro il Copenaghen, la neve di Istanbul costa ai bianconeri una sconfitta contro il Galatasaray che li spedisce in Europa League.

Il 2013 juventino è stato un anno speciale e ricco di trionfi, ma Conte non si accontenta, sa che il blasone della Vecchia Signora e l’amore dei suoi tifosi meritano altri gioie e ulteriori traguardi. Il tecnico juventino parla così ‘Non ci dobbiamo accontentare, dobbiamo continuare a vincere e vincere significa scrivere la storia’.