Nel corso di Atalanta-Milan, le telecamere di Sky hanno immortalato Adriano Galliani mentre si dedicava a una delle specialità della casa, ovvero la contumelia rivolta a un elemento a caso della propria squadra, in questo caso l’allenatore. “Perché Seedorf non fa giocare Taarabt?”, chiede il nipote alla sua destra. “Perché è matto”, risponde il dirigente.

Diciamo che era andata peggio ad Abbiati, che nel novembre del 2012 fu elegantemente definito “portiere di merda” dallo stesso Galliani. Imbarazzante, senza dubbio, ma nulla di così drammatico: in tribuna la tensione gioca brutti scherzi e spesso anche i più insospettabili finiscono per essere pizzicati in espressioni non propriamente cavalleresche (memorabili i pesanti insulti che Massimo Moratti rivolse alla mamma del Ronaldo rossonero nel corso di un derby di 7 anni fa). Certo, in questo caso specifico lo scivolone di Galliani – che questa mattina si è chiarito telefonicamente con l’olandese – è più imbarazzante del solito, visto che i rapporti tra i due sono notoriamente tesi (eufemismo) e visto che solo due giorni prima Berlusconi aveva indirettamente accostato Seedorf al concetto di “malato di Alzheimer”.

Seedorf lascerà il Milan, questo è ormai fuor di dubbio, ma non sarà per una parola in tribuna leakata da una pay-tv o per gli immancabili sproloqui presidenziali.