Davanti al Tribunale di San Bernardo si era radunata una gran folla di tifosi del Cile con bandiere e striscioni con la scritta “Vidal libre” in trepidante attesa della sentenza del giudice in merito ai fatti che durante la notte scorsa hanno visto il loro

beniamino, il “guerrero” Vidal, coinvolto in un incidente e in seguito arrestato dalla polizia con l’accusa di guida in stato di ebbrezza. Un’accoglienza degna di un eroe nazionale, poiché questo di fatto è per i supporter della Roja Arturo Vidal, protagonista infatti dei primi due match della nazionale cilena in quest’edizione casalinga della Copa America.

E alla fine, benché con largo ritardo sui tempi procedurali, la sentenza è arrivata. Ritiro della patente e obbligo di firma mensile presso il consolato del Cile a Milano, questo il verdetto emesso dal giudice del Tribunale di Garanzia di san Bernardo nei confronti di Vidal. Il Tribunale ha inoltre stabilito 120 giorni per effettuare approfondite indagini sulla dinamica dell’incidente. Tutto quanto era stato chiesto dal pm incaricato del procedimento penale.

Ma Vidal, oltre alla delicata questione giuridica e scongiurando l’articolo 19 del codice etico sugli obblighi dei giocatori in nazionale, se l’è cavata anche di fronte al c.t. della nazionale cilena Jorge Sampaoli che ha avuto nell’occasione parole paterne nei riguardi del centrocampista della Juventus, senza bisogno di ricordare chi è e cosa ha fatto e continua a fare Vidal per il calcio cileno, facendo diretto riferimento all’infortunio al ginocchio dello scorso anno e di come nonostante questo abbia giocato ugualmente i Mondiali in Brasile, come riportato da Giulio Di Feo, inviato in Cile per la Gazzetta dello Sport: “Non mi piace escludere qualcuno perché ha commesso un errore. Ho sempre apprezzato Vidal, anche nel momento in cui ha messo a rischio il suo futuro per la nazionale. Ha fatto un errore che non è così determinante per escluderlo“.