Secondo il quotidiano cileno “El Mercurio”, Arturo Vidal (foto by InfoPhoto) avrebbe chiesto alla Juventus un aumento dell’ingaggio di quelli che non passano inosservati: dai 2,7 milioni attualmente previsti dal suo contratto in scadenza nel 2016, ai sei milioni di euro che dovrebbe avergli meritato il raggiungimento dello status di top player di livello internazionale e che, al momento, in bianconero percepisce solo Gigi Buffon. Una richiesta che, se confermata (stiamo pur sempre parlando di una testata non necessariamente vicina alle faccende di casa-Juve), avrebbe ben poche speranze di essere accolta dalla dirigenza juventina.

Con l’esclusione di Buffon, appunto, e di Andrea Pirlo (3,5 milioni di euro), il tetto massimo d’ingaggio previsto dalla Juventus è pari a tre milioni, quelli che ogni anno finiscono nelle tasche di Chiellini e Marchisio, per intenderci. Vidal potrebbe ottenere, com’è anche giusto che sia, un ritocchino fino ai 3,5 milioni di euro, ma non molto di più. Ne l’ipotesi dell’accordo con Samsung sembra poter cambiare ragionevolmente il monte-stipendi bianconero, non nel brevissimo periodo almeno.

E allora, se non si trovasse un accordo, quali le possibilità sul tavolo? Si è parlato molto, negli ultimi mesi, di una possibile cessione del centrocampista ex-Leverkusen, soprattutto in Bundesliga, dove il Bayern Monaco non gli ha mai tolto gli occhi di dosso, o in Francia, visto che a Parigi c’è posto per tutti. Entrambi i club hanno dimostrato di essere perfettamente in grado di staccare assegni da quaranta e più milioni di euro – vedi, tra gli altri, Javi Martinez, Javier Pastore, Thiago Silva – e non è affatto assurdo che un’offerta del genere possa pervenire anche sulla scrivania di Marotta. Il quale, diciamolo chiaramente, sarebbe assolutamente autorizzato a pensarci: perché quaranta milioni sono tanti, tantissimi, soprattutto per uno che gioca in quel ruolo, soprattutto per uno che era stato pagato un quarto di quella cifra. Eppure, siamo convinti che alla fine l’amministratore delegato bianconero dovrebbe opporre un cortese rifiuto.

Se la Juve vuole davvero proseguire il suo processo di crescita verso le massime vette europee, infatti, privarsi di quello che è di gran lunga il suo giocatore migliore (al netto dei vecchi campioni del mondo) sarebbe come ingranare la retro. Le vacche italiche sono smagrite, è vero, ma la razza piemontese è ancora piuttosto florida e non ha bisogno di particolari innesti di denaro fresco (che fa sempre gola, è ovvio). Meglio resistere alla tentazione, anche a costo di vedersi per qualche tempo il cileno con la piva lunga, e puntellare una squadra già ottima per farla diventare ancora più forte, perché l’aria non è proprio quella di fine ciclo, non c’è necessità di distruggere per ripartire. Anzi, una cessione come questa sarebbe un pessimo segnale. E, se abbiamo capito bene, è ciò che pensano anche i tifosi.