Il campionato di Serie A riparte ancora una volta da Verona ed è proprio la Roma di Garcia, squadra che sia per le passate stagioni che per un mercato davvero straripante si candida di diritto tra le protagoniste assolute di questa nuova annata, che prova da subito a espugnare il Bentegodi per partire col piede giusto anche in vista della prossima sfida che la vede già impegnata, all’Olimpico, nel big match contro la Juventus. Roma che invece deve placare ab initio le sue brame trovando un Verona attentissimo, ordinato e davvero poco incline a concedere i 3 punti a una compagine anche tecnicamente più attrezzata come quella capitolina.

Finisce 1-1 e ad andare a segno sono addirittura gli scaligeri sfruttando una volée di Jankovic (lui che non segnava proprio dal Verona-Roma della scorsa stagione) lascio solo da Torosidis, poi raggiunti immediatamente da Florenzi che giunto sulla trequarti, prende la mira, e lascia partire un gran tiro da 25 metri sul quale interviene in ritardo e goffamente Rafael, il quale poi si riscatta nel finale quando Pjanic, rimasto solo al suo cospetto, spara a botta sicura sul primo palo.

Complice la condizione fisico-atletica delle due squadre che nella ripresa si allungano notevolmente e inevitabilmente questo match inaugurale è vibrante, combattuto, estremamente dinamico. La Roma, come d’abitudine, fa la partita ma gli riesce assai complicato scardinare la roccaforte difensiva gialloblu. Dzeko, Salah e Gervinho fanno fatica a trovare spazi e tempi per la penetrazione perché la difesa del Verona abbassa il baricentro ma alza tantissimo la guardia. Marquez e Moras giocano una partita sontuosa ma anche la copertura del nuovo arrivato Souprayen e di Pisano lavora in modo egregio, concedendo poco o nulla alle offensive avversarie.

Il lavoro più importante viene comunque svolto da quello che è stata la zona nevralgica del gioco della squadra di Mandorlini, ovvero il centrocampo che ha operato con ammirevole solerzia in fase di ripiegamento (l’attitudine di Sala al lavoro difensivo è stata importante) con Greco e Hallfredsson sempre presenti in chiusura e in fase di raddoppio di marcatura, ma ha funto da filtro anche per il comparto offensivo, nelle ripartenze, fase nella quale l’islandese è stato un cervello illuminante, come nel caso dell’assist per il gol di Jankovic.

La Roma non ha giocato male le sue (tante) carte e per lungo tempo è stata padrona di un match che avrebbe potuto portare a casa, vista la qualità dei suoi giocatori. Però ha incontrato un grande Verona capace di arginare con intelligenza l’offensiva giallorossa. Come ha ammesso lo stesso Florenzi a fine gara, manca quel quid di cattiveria e cinismo sotto porta sul quale Garcia dovrà assolutamente lavorare a partire dal prossimo match con la Juventus, già fondamentale per il prosieguo del campionato.