Stemperare. Questa la parola d’ordine di Massimiliano Allegri alla vigilia della premiére Verona-Milan, dopo le improvvide dichiarazioni di ieri pomeriggio del sindaco di Verona Flavio Tosi (rivedute e corrette questa mattina). La questione Balotelli-razzismo viene derubricata, com’è giusto che sia, alla censurabile ignoranza di un singolo e non di una città e si passa oltre, alle cose che appartengono al calcio e non alla sociologia: tipo, come regalare al presidente rossonero un esordio coi fiocchi che possa risollevargli l’umore di futuro galeotto.

Non sarà facile e non solo perché, come dice Allegri, “il Verona è una squadra che chiude bene gli spazi, ha tanto entusiasmo e ha Toni che fa sempre gol”. Con tutto il rispetto per i gialloblu, il Milan deve temere soprattutto se stesso, e questa è la cosa che meno fa star tranquilli. Perché i rossoneri ammirati a Eindhoven non versano in stato comatoso, ma non sono nemmeno la quintessenza della brillantezza; in più, la testa sarà inevitabilmente rivolta al match ritorno di mercoledì prossimo a San Siro, un rischio particolarmente alto specialmente se la gara del Bentegodi non dovesse mettersi subito per il verso giusto. Di contro, arriva qualche buona notizia dall’infermeria, coi recuperi di Mattia De Sciglio, Nigel De Jong e persino Robinho.

VERONA (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Maietta, Moras, Albertazzi; Jorginho, Donati, Hallfredsson; Gomez, Toni, Martinho. All. Mandorlini

MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Poli, Montolivo, Nocerino; Niang, Balotelli, El Shaarawy. All. Allegri