Le pagelle commentate di Verona-Milan 1-3!

ABBIATI 7: Diego Lopez ha recuperato ma Inzaghi ha voluto comunque schierare Abbiati, nonostante fosse stato fin qui calamitoso. Mossa azzeccata, perché il vecchio portiere sfodera una prestazione alla vecchia maniera, salvando in volo plastico su Toni e Jankovic nel primo tempo e ripetendosi su Halfredsson nella ripresa. Mezzo voto in meno per quell’uscita da matita rossa in occasione della traversa di Nené

ABATE 7: la sua trasformazione da brutto anatroccolo a pollame di prima scelta (cigno ci pareva troppo) ha del prodigioso. Anche al Bentegodi è stato una furia e se solo Marques giocasse centravanti nel Milan, cosa che potrebbe anche fare visto il Torres di oggi, parleremmo del suo quinto assist in campionato

RAMI 6.5: la sua solita altalena di errori banalotti e numeri di alta scuola stavolta ha prodotto un discreto lavoro su Luca Toni e un assist fantasmagorico per Honda in occasione del terzo gol. Le sbavature, che pure ci sono state, per una volta passano in secondo piano

ALEX 6.5: parte incerto, con qualche distrazione di troppo in marcatura come in palleggio, poi cresce esponenzialmente: domina sui palloni alti e salva un gol già fatto con una chiusura in scivolata da campione vero

DE SCIGLIO 6: compitino ministeriale assolto con puntualità e diligenza, senza sofferenze particolari ma anche senza molto coraggio

POLI 6: encomiabile il suo spirito di sacrificio, prova anche l’inserimento da dietro senza fortuna, ma la qualità è quella che è. Inzaghi lo lascia in campo per tutta la partita, nonostante entri in coma dopo un’ora di gioco

ESSIEN 6: fa valere esperienza e forza fisica in fase di non possesso, che era poi la principale consegna ereditata dall’assenza di De Jong. Meglio soprassedere sui tentativi di impostare il gioco

MUNTARI 5.5: una prestazione curiosamente anonima per uno che generalmente è abituato a distinguersi in mezzo alla massa, nel bene come nel male, che diventa insufficiente quando stende il tappeto rosso davanti a Nico Lopez in occasione del gol veronese

HONDA 7.5: essenziale e gelido come un killer, la sua prima doppietta in rossonero gli consegna il momentaneo titolo capocannoniere del campionato insieme a Carlos Tevez (che tuttavia ha dalla sua una manciata di calci di rigore). La Serie A non è più quella di una volta, lo sappiamo, ma far bene in Italia è complicato, e se la stagione d’esordio è stata negativa lo è ancora di più. Ha trasformato pernacchie e pregiudizi in applausi ed è tutto merito suo

(BONERA ng)

TORRES 5: s’impegna, lotta, sbuffa, prende la solita dose di legnate, come un centravanti-operaio qualsiasi. Il problema è che non c’è nulla dell’antica classe, dell’antica velocità, che al momento lo renda diverso dal centravanti-operaio qualsiasi. Lento, appesantito, mai pericoloso: per quanto tempo ancora il Milan potrà permetterselo? Ecco che si inizia a intravedere il primo vero bivio per mister Inzaghi

(MENEZ 5: non piace per nulla il suo atteggiamento svogliato, in un momento in cui la sua velocità avrebbe potuto trasformare la partita, già bene incanalata, in una comoda scampagnata)

EL SHAARAWY 6: se non parlassimo di un attaccante, ci troveremmo a commentare l’ennesima prova di qualità. Perché il Faraone è vivo e lotta insieme a noi, pennella assist al bacio per i compagni e non fa mai mancare il suo appoggio in copertura. Ma siccome parliamo di un attaccante, sarebbe lecito aspettarsi anche qualche tiro in porta, e magari anche qualche gol, se non è chiedere troppo. Personaggio in cerca di una definizione

(BONAVENTURA ng)

INZAGHI 6.5: la vittoria è fin troppo rotonda nelle proporzioni e non può nascondere i problemi del suo Milan che anche al Bentegodi sono stati evidenti, a cominciare da una tenuta difensiva ancora deficitaria, da un centrocampo drammaticamente povero di contenuti e da una certa fragilità mentale quando si tratta di dover gestire il vantaggio. Tutto vero, com’è vero il fatto che in sette gare Pippo ha perso una sola volta (contro i tricampioni d’Italia), ha messo insieme 14 punti (e in genere con due punti di media a gara si va in Champions League) e si gode l’attacco più prolifico del campionato. E, soprattutto, ha ricostruito spirito, disciplina e autostima in una squadra che li aveva completamente smarriti. Non è tutto, ma nemmeno poco

PAGELLE VERONA: Rafael 6; Moras 6, Marquez 5.5, Marques 5.5, Agostini 5; Ionita 6 (Nico Lopez 7), Tachtsidis 6.5, Hallfredsson 7; Gomez 5 (Nenè 6), Toni 6, Jankovic 6 (Campanharo ng). All. Mandorlini 6.5