Come se Verona-Milan non fosse già di per sé una partita rovente, ci pensa il sindaco leghista della città scaligera Flavio Tosi a gettare un bella secchiata di etanolo sul fuoco, attaccando Mario Balotelli (foto by InfoPhoto). Solo ieri l’attaccante del Milan aveva parlato della possibilità che i tifosi veronesi, notoriamente non una succursale di Amnesty International, potessero bersagliarlo di fischi, come peraltro già successo in passato nelle gare contro il Chievo. Una dichiarazione tutto sommato moderata, considerando il personaggio (“Spero non succeda nulla, ma in caso contrario proverò a rispondere con un gol e allora magari dirò qualcosa io”), ma evidentemente abbastanza per solleticare la tradizionale vis polemica di Tosi, che ha replicato così ai microfoni di Radio Sportiva:

La società Verona ha sempre profuso il massimo impegno per migliorare il comportamento dei propri tifosi. Se qualcuno dovesse fare il cretino, sarebbe in minoranza. Ma sarebbe meglio che Balotelli provocasse di meno. Giocatori di colore ce ne sono tanti, chi non suscita l’ira delle tifoserie avversarie non ha problemi. Balotelli è bravo a rendersi antipatico

Tre cretinate in quattro righe, se non è record poco ci manca. La prima: gli ululati razzisti provengono sempre da una minoranza (e ci mancherebbe), non solo a Verona, ma fanno male comunque. La seconda: non è assolutamente vero che vengono presi di mira solo i giocatori di colore antipatici o provocatori, come ben dimostrano, ed è solo un esempio, i fischi ai vari Pogba, Asamoah e Ogbonna durante la Supercoppa tra Juventus e Lazio. La terza, nonché la peggiore: l’eventuale “colpa” del nero antipatico non può giustificare in nessun modo una reazione a colpi di versi scimmieschi et similia. Mettere sullo stesso piano la maleducazione del singolo con il razzismo barbarico di una moltitudine è un’idiozia al cubo.